La città delle mille leggende e dei miraggi, dei pellegrini e dei viaggiatori come Goethe. E di racconti meravigliosi, da Dedalo che costruisce le famose Stufe di San Calogero sul monte Kronio (che si visitano), all’isola Ferdinandea che sbuca dalle acque e si inabissa dopo poche settimane, così, in un sospiro, lasciando tutti di stucco. A Sciacca, dove il festival torna per la sua sesta edizione, si trovano tracce di un tempo che risale ad almeno mille anni prima dell’era cristiana; da lì in poi sono giunti tutti e ognuno ha lasciato il segno: Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani, Arabi e Normanni, Svevi e Angioini, attratti dalle preziose polle di acqua termale. Sotto i Peralta Sciacca divenne importantissima, eresse i suoi palazzi, discusse da pari a pari con la vicina Girgenti. Millenni da percorrere lungo l’itinerario del festival che vola indietro ai dolmen preistorici, e da qui annoda il racconto passando da pagine d’archivio, chiesette dimenticate, palazzi baronali e dimore borghesi, esperienze imperdibili come la visita virtuale con gli oculus alla Ferdinandea, le visite teatralizzate o i percorsi olfattivi.


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