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Informazioni Utili


Indirizzo

3 Via Lattarini

Mandamento/Quartiere

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Abstract


L’ultimo dei molitori nella bottega che ha un secolo di vita

Si molano cesoie, coltelli, forbici e se ne vendono anche di nuovi e affilatissimi da 93 anni nella bottega Di Giovanni. C’è la storia di Palermo in quella stanzetta colma di scaffali e lame di ogni misura, dove la mola di smeriglio a acqua non si ferma mai da due generazioni molto longeve. Giosuè Di Giovanni, 81 anni portati egregiamente, apre ogni giorno la saracinesca di via Grandi Lattarini all’angolo con via Roma e perpetua una tradizione destinata a spegnersi. La cominciò suo padre Giuseppe, che nel 1925 trasferì il suo negozietto da arrotino negli attuali locali, che ospitavano un’armeria. Da lì sono passati macellai, salumieri, casalinghe, pescatori subacquei. Venivano da tutta la provincia. Da qualche anno gli affari sono in calo, ma i turisti passano e si innamorano, pretendono una foto con quell’artigiano d’altri tempi.

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coltelleria giovanni 1.jpg 2 anni fa
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Via Lattarini, 10, Palermo, PA, Italia 0.03 km

Il piccolo laboratorio di sartoria diventato casa di alta moda

L’antico mercato arabo dei profumi e delle spezie, i Lattarini, è oggi un nuovo punto di incontro per artisti e creativi, come lo stilista Mattia Piazza. Ogni sua collezione è una narrazione che trae ispirazione da diverse discipline artistiche: dalle arti visive alla letteratura, dal design all’architettura. Abiti che nella ricercatezza sartoriale abbattono i confini tra maschile e femminile, con un occhio all’essenzialità orientale sia nel tessuto che nel aglio. L’obiettivo è far emergere la personalità di chi li indossa. L’atelier, oltre che punto vendita, è anche il luogo dove Piazza disegna e realizza le sue creazioni. Un luogo accogliente, che attira artisti, appassionati e curiosi. Da piccolo laboratorio di sartoria, Casa Preti è diventato in poco tempo una casa di alta moda, grazie all’incontro con l’architetto svizzero Steve Gallay che ha scelto di diventarne socio.

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Discesa dei Giudici, 11, Palermo, PA, Italia 0.07 km

Telaio e oggetti fatti a mano per gli innamorati della carta

In vetrina campeggia una splendida pressa funzionante dell’800, dentro è un paradiso colorato per gli amanti della carta: di fianco a piazza Pretoria, lungo la Discesa dei giudici, Valeria Rosselli, tra le prime laureate in Italia a specializzarsi in Conservazione e restauro, gestisce una legatoria artigianale d’arte. Qui, tra un telaio e delle carte marmorizzate a mano, siciliani e turisti chiedono album fotografici personalizzati, biglietti di auguri, agende in pelle con diversi tipi di cuciture tra cui scegliere, sketchbook e libri con stoffe riciclate, o copertine con foto della Sicilia. I più ricercati hanno anche commissionato delle copertine in legno intagliato, come di legno sono gli arredi di Libbra, di produzione artigianale. Periodicamente si organizzano corsi di legatoria e pittura per adulti e bambini.

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Piazza Sant'Anna, 3, Palermo, PA, Italia 0.08 km

Il “salotto” di designer e artisti nell’atrio della dimora storica

“Un luogo per curiosi”: così definiscono il loro studio con spazio espositivo Federica Tutino e Bruna Cattano, architette di formazione e artigiane per passione. L’hanno aperto nel 2016 e subito è diventato un punto di incontro per designer e artisti che nello spazio, oltre l’atrio di palazzo Campofiorito, espongono i loro prodotti e tengono workshop. In esposizione anche i lavori di entrambe, architetti e designer. Tutino, con il brand Tuti, realizza elementi di arredo e design ispirandosi alla natura. Cattano, con Rizma, lavora su tessuti e carte utilizzando diversi metodi di stampa, dal block printing tramite matrici intagliate, alla serigrafia. All’interno ci si muove come in un giardino sospeso nel tempo, tra borse riciclate, stampe, tessili e  tavolini in legno e ferro. “La natura è una forma d’arte superiore”, dice Federica, che realizza anche oggetti in resina su misura.

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Piazza Sant'Anna, 3, Palermo, PA, Italia 0.08 km

Falegnameria e arte per arredi in legno serigrafati

Palazzo Campofiorito è una piazza in miniatura: oltre la sua soglia, come tanti piccoli segreti, si incontrano interessanti realtà creative. L’ultimo in ordine di apertura è Crossing Over Design, un laboratorio artigianale innovativo dove si realizzano arredi in legno serigrafati. La tipica bottega si sdoppia in due: un laboratorio di falegnameria e un laboratorio di progettazione grafica e stampa artistica consentono di realizzare mobili personalizzati e servizi di co-produzione e co-design. Nel laboratorio di falegnameria si trovano tutti gli strumenti -manuali e non- per realizzare manufatti in legno come elementi d’arredo e strutture per allestimenti o scenografie. Quello di progettazione grafica e stampa artistica si suddivide in più aree: dalla zona riunione, allo spazio di progettazione, fino a quello con gli strumenti necessari per realizzare le diverse tecniche di stampa.

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Via Calascibetta, 24, Palermo, PA, Italia 0.08 km

L’artigiano delle pelli che lavora con 82 colori

La storia della cuoieria Vallone affonda le proprie radici nel 1938, anno in cui Giovanni Vallone, nonno dell’omonimo attuale proprietario, apre un negozio di vendita all’ingrosso di cuoio e di pelli che rifornisse gli artigiani della Sicilia occidentale per la produzione di calzature per la campagna. Nel corso della seconda metà del XX secolo, poi, l’attività amplia sempre più la gamma dei suoi clienti, rifornendo fabbriche di calzature e ortopedie con materiali selezionati sulla base della provenienza delle pelli (Veneto e Toscana). Il nipote del Vallone fondatore, Giovanni crea nel 2000 un laboratorio dove oggi si avvale della maestria di Francesca Zanca, che lui stesso definisce una “chimica”, per la sua abilità nel mescolare gli ottantadue tipi di colori differenti di cui la bottega dispone e nel saper adattare a ogni concia il prodotto chimico che le si addice.

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Piazza Cassa di Risparmio, Palermo, PA, Italia 0.09 km

Confetti da sessant’anni. E ora anche arte contemporanea

È il 1946 quando Giuseppe Veniero intraprende con entusiasmo la produzione e la vendita di confetti, arte antica ma nuova per Palermo. Da sessant’anni con le sue delizie accompagna i momenti salienti della vita: dal battesimo alla lauree, dai matrimoni alle nozze d’oro. Nel tempo il tradizionale sacchetto di tulle viene sostituito da confezioni in cui i materiali impiegati sono sete pregiate, lini, pizzi e canape colorate. E al tradizionale confetto di mandorla si accostano adesso quelli al cioccolato, ma pure i pistacchi e le nocciola ricoperte, o i prelibati bon bon con mandorla, martorana e cioccolato. Il negozio è stato profondamente rinnovato ma mantiene lo spirito di un tempo. L’azienda è familiare: al capostipite si accosta il figlio Luigi e, adesso, anche il nipote Giuseppe. Al numero 22 della stessa Piazza, è aperto anche uno spazio polifunzionale dedicato alle arti contemporanee.

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Piazza Croce dei Vespri, 8, Palermo, PA, Italia 0.13 km

Lini, tovaglie, lenzuola tra affreschi e oggetti d’arte

In piazza Croce dei Vespri, nel cuore del mercato arabo dei Lattarini, dove nel 1282 avvenne la rivolta contro gli Angioini, Salvatore Parlato inizia la sua attività a metà Ottocento. La storica Ditta Salvatore Parlato, attiva da ben cinque generazioni, e adesso guidata da Arturo Parlato, ha sede dal 1902 a Palazzo Campofranco. La famiglia Parlato ha dedicato la sua attenzione a questo negozio di rara bellezza, con soffitti affrescati e lampadari di vetro di Murano a tema floreale che vennero acquistati da Francesco Parlato, appassionato d’arte e collezionista, uomo sensibile e attento che ha trasmesso questa passione per la creatività e l’arte ai due figli, Arturo e Andrea. È un’attività storica tra le più antiche della città, dove poter acquistare tovaglie e lini, trapunte e intimo, tra scaffali in metallo e legno che si trovano in un ambiente che è più simile a un museo che a un negozio.

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Via Calascibetta, 9, Palermo, PA, Italia 0.13 km

Cuciture e pellami pregiati, qui si respira la tradizione

“Un viaggiatore si conosce da ciò che porta nella sua borsa”: è questo il motto della bottega creativa di Laura D’Orso e Francesco Pellegrino, artigiani che nel cuore del centro storico di Palermo hanno creato la “Borsa del pellegrino”, giocando col cognome di Francesco. I due artigiani amano pensare alle borse come a delle compagne di vita e di viaggio, inseparabili contenitori dell’universo personale, dalle forme essenziali, pensate per una persona pratica e curiosa e sempre in cammino. La coppia di giovani creativi, attenta alla materia prima, si è avvicinata anche al mondo della concia vegetale con tannini naturali. La loro filosofia di recupero della tradizione traspare anche dalla bottega che conserva ancora l’antica insegna storica del precedente negozio di cordami e tessuti, Ciriminna, e l’originale basolato che era coperto dalla moquette.

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Discesa dei Giudici, 42, Palermo, PA, Italia 0.13 km

Quel profumo inebriante nel cuore della città d’arte

 Maestri torrefattori da quattro generazioni, hanno fatto di quel negozio alle spalle di piazza Bellini, in pieno itinerario arabo-normanno, un punto di riferimento storico per gli amanti del caffè. Fu Giovanni Stagnitta, nel 1922, a fondare la “Torrefazione Ideal” nella vicina piazza Venezia e a trasferirla in Discesa dei Giudici, dopo l’alluvione del 1931. I locali conservano il caratteristico mobilio e due sculture lignee del maestro ebanista D’Angelo raffiguranti la filiera del caffè. La concorrenza sul mercato ha spinto l’azienda a elevare la qualità puntando su materie prime d’eccellenza, lavorando prodotti come il Kopi Luwak e il Jamaica Blue Mountain. La scrittrice palermitana Giuseppina Torregrossa ha ambientato tra quei profumi il libro “La miscela segreta di casa Olivares”. Da maggio 2017 l’azienda è “Tessera preziosa del Mosaico Palermo”.

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Via Calderai, 14, Palermo, PA, Italia 0.14 km

Gli stagnini che da 150 anni producono oggetti in rame

Via Calderai, nell’ex quartiere ebraico, è il luogo delle meraviglie metalliche in cui si può trovare un passa-pomodoro gigante e una tortiera nuziale, un pentolone per la milza e un fornello per le caldarroste, oggetti che in un modo o nell’altro si rincorrono alla memoria dei panormìti un po’ come delle icone. Da 150 anni, qui, ci sono i “ferrari” o stagnini Trapani. Un tempo era una squadra intera di quaranta operai che martellava, cesellava, tagliava. Oggi c’è Ezio Trapani con il figlio Francesco. Ha cominciato l’attività il bisnonno Francesco, poi è stata la volta del nonno Ignazio e del padre Salvatore. Per produrne una “quarara” di rame ci vuole una settimana di lavoro e costa 250 euro. Si comincia dal foglio di rame che va tagliato e poi messo al tornio, per finirlo con la stagnatura e i manici in ottone.

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Piazza Aragona, 13, Palermo, PA, Italia 0.14 km

Laboratorio e centro espositivo Ogni visita è una sorpresa

E un luogo fuori da ogni schema, un po’ laboratorio, un po’ centro espositivo, con borse, lampade, cuscini, fotografie, collane. Di sicuro questo laboratorio di design è una fabbrica creativa, una fucina di progetti dove trovare pezzi già pronti o dove commissionare pezzi unici. Ospiti fissi sono Junkle di Ilaria Sposito e Amvisual di Antonio Massara: il connubio tra un’artigiana del riuso che reinventa continuamente forme con i materiali che le capitano tra le mani e un fotografo (analogico) e scrittore alla ricerca di storie nei dintorni. Un laboratorio in continua trasformazione, dove ogni visita non è mai uguale alle precedenti: dagli oggetti ai racconti fotografici, dagli accessori per donna alle sedute e alle lampade in vela riciclata, ma ci sono anche i monili di Elena, di Moma e Azelia Elia. Tutti figli di passione e curiosità.

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Piazza Aragona, 19, Palermo, PA, Italia 0.16 km

Metalli lavorati a sbalzo e ispirati al Mediterraneo

Le loro creazioni partono da metalli non di pregio come ottone, rame, alluminio, alpacca e argento ma nelle mani della artigiane orafe Valeria Arena e Simona Giorlando diventano gioielli preziosi. Insimulab è il loro laboratorio, inondato dalla luce e dalla purezza delle linee, essenziali come gli arredi. Tutto dentro si ispira al Mediterraneo, dai colori alle forme, alle materie prime. Un passato al lavoro tra le botteghe artigiane di Arezzo per Valeria, studi di Agraria per Simona. Entrambe in comune hanno la scelta di voler restare in Sicilia, “nonostante la fatica”. La loro clientela è composta da residenti e stranieri che apprezzano le loro lavorazioni a sbalzo, incisione e cera persa. Su un banco di legno zincato lavorano a creazioni in metallo e pietre dure, a fianco ospitano le creazioni di Craclè e a rotazione quelle di altri artigiani della rete Alab.

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Via Alessandro Paternostro, 11/13, Palermo, PA, Italia 0.16 km

Un angolo di Belle Epoque progettato da Ernesto Basile

Nascosto nel cuore del centro storico, a due passi dall’Antica Focacceria San Francesco,  in via Alessandro Paternostro, sorge, dal 1902, la gioielleria Sutera. Il locale, progettato da Ernesto Basile, per più di un secolo, ha mantenuto la struttura e l’arredamento originario, essendo vincolato come bene storico. Affiancato dalle facciate dei palazzi nobiliari, conta tredici vetrine su via Paternostro, con la facciata e l’insegna nel classico stile verde brillante e oro. Qui  gravitava il bel mondo e ancora i “ruggenti anni Venti” si trovano nello stile della cassaforte e negli arredi. Qui si veniva per la perfezione degli orologi di tradizione tedesca e le creazioni di oreficeria della casa. Nel laboratorio si lavora su oro bianco e giallo, pietre preziose e dure. A gestire l’attività è oggi Alfredo Ragonese, nipote per parte di madre di Alfredo Sutera.

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Via Vittorio Emanuele, 204, 90133 Palermo PA, Italia 0.17 km

L’arte dei tappeti d’Oriente diventata parte di Palermo

È uno spettacolo osservare le sue mani mentre restaura antichi tappeti ed è appassionante sentirlo descrivere i decori tipici delle ceramiche d’Oriente. Ataollah Shahidi (Ata per tutti) è arrivato a Palermo alla fine degli anni Ottanta da studente di Architettura. Per mantenersi mise a frutto l’arte del restauro dei tappeti imparata nelle botteghe artigiane di Rasht, la città sulle rive del mar Caspio dove è nato. Lo faceva per occupare il tempo durante le vacanze scolastiche. Il suo negozio/laboratorio è in via Vittorio Emanuele al piano terra di Palazzo Isnello. Al suo fianco la moglie Soodabeh Behjat. All’esperienza di Ata Shahidi è stato affidato alcuni anni fa il restauro dei tappeti orientali e la pulizia degli arazzi dopo l’incendio a Villa Malfitano. E tra i suoi clienti c’è stato anche l’onorevole Sergio Mattarella prima della sua elezione a Presidente della Repubblica.

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Via Alessandro Paternostro, 58, Palermo, PA, Italia 0.17 km

Dove Ruggiero Settimo e Garibaldi celebrarono le proprie vittorie

Nacque nel 1834 là dove c’era la cappella dei principi di Cattolica, nel settecentesco Palazzo dell’omonimo nome. Il fondatore Antonio Alaimo, cuoco di Palazzo, ebbe come saldo delle sue spettanze questi locali. La focacceria si affermò subito come il primo locale pubblico dove potere consumare piatti tipicamente palermitani, a partire dal pane con la milza. Nel 1848, quando venne proclamato il primo Parlamento siciliano, Ruggiero Settimo, neo eletto capo del governo, festeggiò qui. Vi trovarono ristoro Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille. Ma tra gli ospiti ci sono stati anche Pirandello, Crispi, i reali di Spagna e di Belgio. Tra il 1898 e il 1900 Salvatore Alaimo, erede del fondatore, operò il primo restauro commissionando alla Fonderia Orotea i tavoli in ghisa, le vetrate e la cucina economica e alla falegnameria Ducrot alcuni mobili in legno e le panche ancora in uso. Così, nel 1902, la Focacceria divenne “antica”.

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Via Aragona, 4, Palermo, PA, Italia 0.17 km

Sete, paglia, legno, cuoio come in una soffitta segreta

La putìa delle sorelle Bellomo sembra una soffitta segreta dove andare a caccia di tesori, in una dimensione sospesa tra presente e passato. Tra specchi, armadi della nonna e mobili d’epoca campeggiano tantissimi articoli che cambiano a seconda delle stagioni, borse di lino, caftani di seta o cachemire,  tessuti damascati, uova di Pasqua o palle di Natale in tela decorata, barattoli di vetro pieni zeppi di bottoni e passamanerie, “coffe” di paglia, collane e orecchini con teste di Moro o ruote di carretti siciliani. La passione per l’ago e il filo l’hanno trasmessa i nonni materni: lei modista, lui fabbricava paralumi dietro il palazzo delle Poste centrali.  Lana, ricami, sete, paglia, legno e cuoio i materiali usati, e se avete il pollice nero, non disperate: i perfetti cactus in maglia in veri vasi di terracotta, pezzo forte delle sorelle Bellomo, ingannerebbero chiunque.

Via Vittorio Emanuele, 231, Palermo, PA, Italia 0.18 km

La boutique vintage nella gioielleria citata pure da Pirandello

 Era una delle più antiche gioiellerie della città, citata pure da Pirandello ne Il berretto a sonagli. “Voglio che mi compriate una collana, Ciampa, una bella collana. Sapete come? A pendagli. Andate da Mercurio, il nostro gioielliere”, ordina Beatrice a Ciampa. Tutelato dalla Soprintendenza ai Beni culturali, conserva ancora gli arredi originali e le cassaforti dove venivano custoditi i gioielli. Oggi è un atelier del vintage dove abiti e oggetti fanno rivivere le stanze sulla strada e le due sale al piano di sopra.

Capi e accessori dalla fine dell’ 800 sino agli anni ’80, scelti uno ad uno, usciti da  prestigiose sartorie palermitane  (Casa Stassi e Giovanna Valenti) o da atelier di grandi stilisti uniti alla collezione di scarpe vintage nuove. Uno spazio ancora molto affascinante dove tutto sembra raccontare una storia.

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Via Alessandro Paternostro, 75, Palermo, PA, Italia 0.19 km

Le vecchie carte dei mercati diventano quaderni preziosi

Far diventare prezioso ciò che la gente normalmente getta via: è questa una delle caratteristiche delle Edizioni Precarie di Carmela Dacchille e Giulia Basile. Le diverse carte alimentari che nei mercati di Palermo servono per avvolgere il cibo – pesce, carne, verdura – diventano così taccuini, carte da lettera, cartoline: un materiale “usa e getta” si trasforma un raffinato oggetto artigianale ideale per avvolgere i pensieri di chi lo possiede. Un progetto di design artigianale e grafica, nato dall’amore per Palermo e per i suoi mercati storici, che è in continua evoluzione perché si nutre dello scambio e della sinergia con altri artisti. Nel loro Spazio Precario, infatti, le due creative ospitano anche progetti altrui: grafici, designer, e fotografi che con i loro lavori danno avvio a nuovi racconti. Quasi ogni mese si tengono workshop legati alle arti grafiche e alle tecniche pittoriche sperimentali.

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Piazza Rivoluzione, 10-11, Palermo, PA, Italia 0.19 km

Lo storico calzolaio dove adesso si mangia la pizza

Il negozio è un gioiellino intatto, trasformato in pizzeria e hamburgheria nel rispetto dell’insegna e degli scaffali originali. Il fondatore, Francesco Grillo arriva da Ventimiglia nel pieno della guerra, quando le scarpe sono un bene prezioso. Lui non fa il calzolaio, ma vende articoli ai calzolai della città: ci sono i “tacci” per salvaguardare le scarpe dei contadini, e i “ferretti” per far durare più a lungo le punte di quelle dei cittadini. Alle calzature dei bambini, poi, via via che il piede cresceva, si tagliava la punta e si rifaceva la suola: i mocassini chiusi diventavano sandali. Grillo, abile artigiano, aveva soltanto la terza elementare, ma era un personaggio geniale e con le mani d’oro, interpellato perfino dal Comune di Ventimiglia per la redazione dei disegni del piano regolatore. L’insegna e gli scaffali del negozio sono opera sua. Al fondatore successe il genero, Filippo Modica. Di recente la trasformazione in luogo del food.

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Via Alessandro Paternostro, 90, 90133 Palermo PA, Italia 0.19 km

L’arte della sagoma e dei gioielli “poveri”

Sirene, cavallucci marini, fantasie circensi e trapezisti, cani, gatti, Mary Poppins: cos’hanno in comune? Sono tutte creazioni di Federica Cottone che nel suo laboratorio, dopo un percorso a metà tra la scuola di oreficeria e gli esperimenti da artigiana, realizza gioielli lavorando metalli poveri. Ottone, rame, alpacca nelle sue mani diventano collane, orecchini e bracciali originali da indossare. Ad affascinarla sono proprio i segni del tempo che lasciano traccia di sé sulle sue creazioni. Ma prima di iniziare è la sagoma di ogni cosa a ispirarla, soprattutto quando una creazione le viene commissionata. Tra le richieste più curiose che le siano state fatte ci sono il sottomarino iconico dei Beatles, il bacio di Frankenstein alla sua compagna, e l’auto bianchina di Fantozzi con annessa nuvola del malaugurio.

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