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Informazioni Utili


Indirizzo

5 Via Giovanni Meli

Mandamento/Quartiere

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Abstract


L’artista del cesello e dello sbalzo che lavora metalli preziosi

Nel cortile di Palazzo Pantelleria, in piazza Giovanni Meli, si affaccia il laboratorio di Benito Gelardi, esperto artigiano nell’arte del cesello e dello sbalzo. L’ha imparata da ragazzino frequentando da apprendista la bottega del maestro Rolando Lopes. Quando alla fine degli anni Settanta Gelardi decise di aprire un proprio laboratorio, era già un abile cesellatore. Con l’argentiere Antonino Amato ha collaborato a lungo nel campo del restauro di antichi manufatti di arte sacra. Uno fra tutti, il manto della statua dell’Immacolata di Caltanissetta. Gelardi progetta e disegna le sue creazioni in metalli diversi: oro, argento e bronzo. Con gli scalpelli riesce a creare attraverso un delicato equilibrio di sbalzo e cesello un singolare movimento sul metallo. Nel figlio Mauro ha un ottimo collaboratore.

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Via Vittorio Emanuele, 120, Palermo, PA, Italia 0.23 km

Palazzi, porte, chiese – Ecco Palermo in miniatura

Una Palermo in miniatura realizzata con la consapevolezza dell’architetto, la manualità dell’artigiano e la passione di chi è innamorato della propria città. Nel suo laboratorio, Vincenzo Vizzari fonde da un quarto di secolo la conoscenza dell’architettura e del disegno a rilievo con l’abilità del ceramista per creare perfette miniature in terracotta monocromatica dei più celebri monumenti palermitani e di altre città della Sicilia. Ogni pezzo è unico, interamente lavorato e rifinito a mano. Nella piccola bottega – giusto lo spazio per il tavolo da lavoro, una sedia e pochi scaffali – esprime con maestria la sua visione di Palermo: bellissima e ricca di mistero. Colora solo le cupole rosse delle chiese arabo-normanne e il verde delle chiome di palme e ficus secolari. Ogni riproduzione bidimensionale in scala richiede dalle 15 alle 20 ore di lavoro e numerosi calchi.

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Via del Parlamento, 16, Palermo, PA, Italia 0.24 km

Il giro del mondo attraverso i tamburi

Pezzi di mondo e culture diverse si concentrano nel laboratorio di Santo Vitale. Due scalini appena per lasciarsi alle spalle il frastuono di via Vittorio Emanuele e iniziare il giro del mondo attraverso un’ampia varietà di tamburi. Tra i più antichi strumenti musicali inventati dall’uomo, Santo Vitale li costruisce anche con materiali riciclati. Una passione nata per caso da ragazzo, quando regalò un tamburo alla sorella per il compleanno e, qualche mese dopo, si trovò a ripararlo. Dal pavimento al soffitto, ovunque tamburi di forme, materiali, caratteristiche e funzioni diverse, da suonare con una sola mano o con tutte e due oppure con le bacchette. Tamburi italiani, spagnoli, brasiliani, africani, giapponesi. Ogni percussione ha un suono diverso. E per chi vuole imparare a costruire e suonare le percussioni, nel laboratorio si organizzano corsi.

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Piazza San Domenico, 11, Palermo, PA, Italia 0.25 km

Dove Leonardo Sciascia gustava il gelato al gelsomino

Leonardo Sciascia la citò in un articolo sul giornale l’Ora del 1965 a proposito del gelato al gelsomino. Ed è così: dopo un periodo di pausa, dovuto alla difficoltà di raccogliere i fiori, adesso il gelsomino è tornato, insieme con altre decine di gusti. Ma all’apertura di gusto ce n’era solo uno, che dava il nome al locale: Biancaneve, una sorta di crema-panna. Gli inizi sono legati alla memoria della guerra. Domenico Lucchese, nonno dell’attuale titolare, aveva investito in questa nuova attività dopo avere avuto un forno, ma si trovò presto a fare i conti con una città piegata dai bombardamenti. La svolta con lo sbarco degli americani: il primo giorno in cui i soldati Usa arrivarono a Palermo, realizzò l’incasso astronomico di 4.800 lire. Ma la storia del locale si intreccia pure con quella di Franco Franchi, sfollato durante la guerra a Monreale insieme con la famiglia Lucchese, dalla quale in quei tempi duri era aiutato.

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Via Cala, 62, Palermo, PA, Italia 0.26 km

La focacceria nata nel 1943 e giunta alla terza generazione

Del cibo di strada il pane con la milza è il re, e se c’è una dinastia di “meusari” a Palermo è dentro il molo della Cala, a Porta Carbone, detta anche dei Legni, perché era la porta d’ingresso per i carichi di carbone e legna da destinare al commercio. La porta fu abbattuta nel 1875 ma qui, dal 1943, nonno Peppino con i figli Domenico e Francesco ha aperto la sua prima focacceria. Una conduzione familiare che continua oggi, con la terza generazione che si alterna al bancone stipato di “vastelle” al sesamo accanto al pentolone inclinato dove le fettine di milza e polmone sono fritte, prima della fatidica domanda: “schetta o maritata”? Cioè con limone o semplice o con caciocavallo grattugiato o ricotta. Alle pareti le cartoline di viaggiatori da ogni parte del mondo che sono stati qui, tra i clienti leggendari l’attore che nella saga del pugile Rocky Balboa ha impersonato Apollo Creed, alias Carl Weathers.

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Via del Parlamento, 34, Palermo, PA, Italia 0.26 km

Il Maestro argentiere testimone di un’arte antica

Aveva nove anni appena quando iniziò a muovere i primi passi nella bottega di argentatura e doratura del nonno. Oggi Piero Accardi è uno dei maestri argentieri d’arte sacra apprezzati in Sicilia e nel resto d’Italia, in Austria, Germania, Egitto e fino in Brasile. È facile vederlo all’opera nel laboratorio, in via del Parlamento 34, dove crea e restaura  opere d’arte soprattutto a uso liturgico. Alla sua esperienza si sono affidati in tanti  per delicati interventi di restauro. Fra questi, la secolare urna d’argento di Sant’Angelo, a Licata. Nel 2009, insieme ad altri orafi, argentieri, studiosi e professionisti della città, ha costituito il “Comitato della festa di Sant’Eligio”, che si batte per restaurare e riconsegnare al culto l’antica chiesa della maestranza in via Argenteria. Lì dove, al tempo della dominazione degli Spagnoli, il console bollava gli oggetti preziosi per garantirne l’autenticità.

Via Maccherronai, 15, Palermo, PA, Italia 0.28 km

Aperta un secolo e mezzo fa, ora è luogo di movida

La nuova insegna “Taverna Azzurra” si lega al colore delle porte e delle pareti che caratterizza l’enoteca della Vucciria, aperta nel 1896. Sopra la nuova insegna c’è quella in marmo con il nome del primo proprietario: Maggiore. Oggi a gestirla sono Pietro e Michele Sutera, figli di Totò che più di quarant’anni fa ha rilevato l’attività. Lo stile è sempre lo stesso: i tipici vini siciliani come lo zibibbo o il sangue di Sicilia sono serviti “alla spina”. Vini, liquori e superalcolici sono esposti insieme a grandi botti di legno e alle opere d’arte lasciate dagli amici più famosi. Oggi il che mercato vive di notte, come se fosse su un fuso orario diverso dal resto della città, la taverna è il simbolo della movida palermitana che fino alle prime luci dell’alba riempie la strada fino a piazza Caracciolo con gente di ogni tipo e nazionalità.

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Via Alessandro Paternostro, 87, Palermo, PA, Italia 0.3 km

Il laboratorio dove si insegna l’arte della tessitura

Il primo telaio è stato un regalo dei suoi genitori per la laurea. Con l’intento di risvegliare e diffondere in Sicilia l’interesse per l’artigianato tessile, Giulietta Salmeri ha creato nel 2012 l’associazione Artes. L’accogliente laboratorio in via Alessandro Paternostro 87 è un miracolo di abitabilità. Nel centro storico della città, lì dove tante attività artigianali sono ritornate a vivere. In questa colorata bottega, Giulietta Salmeri insegna con passione a tante donne, anche immigrate, e qualche uomo a imparare a tessere trame di lana e di cotone. Un corso base per apprendere i fondamenti teorici del telaio a pettine liccio, lo studio dell’orditura e l’approccio con i tessuti più semplici per poi passare a un corso avanzato per imparare tecniche complesse. Nascono produzioni artigianali in tessuto, dai capi di abbigliamento a complementi di arredo per la casa.

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Via Alessandro Paternostro, 90, 90133 Palermo PA, Italia 0.3 km

L’arte della sagoma e dei gioielli “poveri”

Sirene, cavallucci marini, fantasie circensi e trapezisti, cani, gatti, Mary Poppins: cos’hanno in comune? Sono tutte creazioni di Federica Cottone che nel suo laboratorio, dopo un percorso a metà tra la scuola di oreficeria e gli esperimenti da artigiana, realizza gioielli lavorando metalli poveri. Ottone, rame, alpacca nelle sue mani diventano collane, orecchini e bracciali originali da indossare. Ad affascinarla sono proprio i segni del tempo che lasciano traccia di sé sulle sue creazioni. Ma prima di iniziare è la sagoma di ogni cosa a ispirarla, soprattutto quando una creazione le viene commissionata. Tra le richieste più curiose che le siano state fatte ci sono il sottomarino iconico dei Beatles, il bacio di Frankenstein alla sua compagna, e l’auto bianchina di Fantozzi con annessa nuvola del malaugurio.

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Via Pannieri, 28, Palermo, PA, Italia 0.31 km

La gastronomia storica nel cuore della Vucciria

Nel cuore del mercato della Vucciria, in via Pannieri, dal 1934 c’è una gastronomia storica che a pranzo si popola di lavoratori e turisti: è la gastronomia fondata da Domenico Minà e oggi portata avanti dai nipoti Domenico e Francesco Paolo, praticamente cresciuti dietro al bancone. È  la tipica trattoria siciliana a gestione familiare, dove trovare una cucina casalinga, con i suoi tavoli che si riempiono presto di pietanze  fresche che fanno ingolosire anche i passanti. I due fratelli si alternano velocissimi tra decine di panini con panelle e crocchè di patate, insalate di mare, sarde a beccafico, coloratissimi piatti di pesce e verdure e primi piatti serviti anche in una saletta di fronte con qualche tavolo e posto a sedere. Alle pareti le foto storiche in bianco e nero dei proprietari, tra i clienti famosi che hanno fatto tappa qui il regista Gabriele Salvatores. È aperto solo a pranzo.

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Via Alessandro Paternostro, 81, Palermo, PA, Italia 0.31 km

Raku, oggetti di design, taccuini di quattro amici art-designer

Dal comune progetto artistico di quattro amici, nel 2012, nasce Craclè.“Craclè” altro non è che la frattura che caratterizza tutti i vasi in argilla realizzati secondo la tecnica giapponese della ceramica Raku, di cui Giulia Agnello e Davide Calafato sono gli artigiani. Ma qui sono ospitate anche le creazioni di Maria Angela Ignoti, già artigiana per Taliami e MixTURe, imprese culturali per la produzione di borse e accessori di design fatti a mano, e i taccuini della grafica e fotografa Gae Milazzo, le cui illustrazioni sono riprodotte utilizzando particolari utensili del Novecento. Ciò che accomuna questi quattro art-designer è da una parte la volontà di creare dei progetti unici, che siano frutto di una precisa scelta culturale ed estetica, e dall’altra l’attenzione ai materiali, tutti tratti da elementi naturali: l’argilla, la carta, la stoffa.

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Via Alessandro Paternostro, 75, Palermo, PA, Italia 0.32 km

Le vecchie carte dei mercati diventano quaderni preziosi

Far diventare prezioso ciò che la gente normalmente getta via: è questa una delle caratteristiche delle Edizioni Precarie di Carmela Dacchille e Giulia Basile. Le diverse carte alimentari che nei mercati di Palermo servono per avvolgere il cibo – pesce, carne, verdura – diventano così taccuini, carte da lettera, cartoline: un materiale “usa e getta” si trasforma un raffinato oggetto artigianale ideale per avvolgere i pensieri di chi lo possiede. Un progetto di design artigianale e grafica, nato dall’amore per Palermo e per i suoi mercati storici, che è in continua evoluzione perché si nutre dello scambio e della sinergia con altri artisti. Nel loro Spazio Precario, infatti, le due creative ospitano anche progetti altrui: grafici, designer, e fotografi che con i loro lavori danno avvio a nuovi racconti. Quasi ogni mese si tengono workshop legati alle arti grafiche e alle tecniche pittoriche sperimentali.

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Via Vittorio Emanuele, 204, 90133 Palermo PA, Italia 0.32 km

L’arte dei tappeti d’Oriente diventata parte di Palermo

È uno spettacolo osservare le sue mani mentre restaura antichi tappeti ed è appassionante sentirlo descrivere i decori tipici delle ceramiche d’Oriente. Ataollah Shahidi (Ata per tutti) è arrivato a Palermo alla fine degli anni Ottanta da studente di Architettura. Per mantenersi mise a frutto l’arte del restauro dei tappeti imparata nelle botteghe artigiane di Rasht, la città sulle rive del mar Caspio dove è nato. Lo faceva per occupare il tempo durante le vacanze scolastiche. Il suo negozio/laboratorio è in via Vittorio Emanuele al piano terra di Palazzo Isnello. Al suo fianco la moglie Soodabeh Behjat. All’esperienza di Ata Shahidi è stato affidato alcuni anni fa il restauro dei tappeti orientali e la pulizia degli arazzi dopo l’incendio a Villa Malfitano. E tra i suoi clienti c’è stato anche l’onorevole Sergio Mattarella prima della sua elezione a Presidente della Repubblica.

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Via Alessandro Paternostro, 58, Palermo, PA, Italia 0.35 km

Dove Ruggiero Settimo e Garibaldi celebrarono le proprie vittorie

Nacque nel 1834 là dove c’era la cappella dei principi di Cattolica, nel settecentesco Palazzo dell’omonimo nome. Il fondatore Antonio Alaimo, cuoco di Palazzo, ebbe come saldo delle sue spettanze questi locali. La focacceria si affermò subito come il primo locale pubblico dove potere consumare piatti tipicamente palermitani, a partire dal pane con la milza. Nel 1848, quando venne proclamato il primo Parlamento siciliano, Ruggiero Settimo, neo eletto capo del governo, festeggiò qui. Vi trovarono ristoro Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille. Ma tra gli ospiti ci sono stati anche Pirandello, Crispi, i reali di Spagna e di Belgio. Tra il 1898 e il 1900 Salvatore Alaimo, erede del fondatore, operò il primo restauro commissionando alla Fonderia Orotea i tavoli in ghisa, le vetrate e la cucina economica e alla falegnameria Ducrot alcuni mobili in legno e le panche ancora in uso. Così, nel 1902, la Focacceria divenne “antica”.

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Via Venezia, 20, Palermo, PA, Italia 0.37 km

Il locale nato nel Dopoguerra dall’ex garzone di cucina

Anno 1944, nasce l’osteria “Al Ferro di Cavallo” in via Venezia, nel vecchio centro storico. Il fondatore è Giuseppe, noto come Pinuzzo, che prima lavorava in una fabbrica di cassette di legno per agrumi da esportare, spazzata via dalla guerra. Dopo il conflitto, Giuseppe divenne il garzone del ristorante alle spalle del Teatro Biondo. Mille lire settimanali la sua paga. Per arrotondare cominciò a industriarsi in cucina: fagioli con sedano, fave con verdura, polpette di sarde, tutti piatti che ancora si preparano nell’odierna trattoria “Ferro di cavallo” dalle pareti rosse, di cui è titolare dal 1980 Franco Ciminna, figlio di Pinuzzo, con i suoi figli Giuseppe e Valerio. Al vecchio menu hanno aggiunto il bollito di vitello, la caldume in brodo, le polpette di carne perché “nonostante la crisi, siamo un po’ più ricchi e la carne possiamo permettercela”.

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Piazza Cassa di Risparmio, Palermo, PA, Italia 0.39 km

Confetti da sessant’anni. E ora anche arte contemporanea

È il 1946 quando Giuseppe Veniero intraprende con entusiasmo la produzione e la vendita di confetti, arte antica ma nuova per Palermo. Da sessant’anni con le sue delizie accompagna i momenti salienti della vita: dal battesimo alla lauree, dai matrimoni alle nozze d’oro. Nel tempo il tradizionale sacchetto di tulle viene sostituito da confezioni in cui i materiali impiegati sono sete pregiate, lini, pizzi e canape colorate. E al tradizionale confetto di mandorla si accostano adesso quelli al cioccolato, ma pure i pistacchi e le nocciola ricoperte, o i prelibati bon bon con mandorla, martorana e cioccolato. Il negozio è stato profondamente rinnovato ma mantiene lo spirito di un tempo. L’azienda è familiare: al capostipite si accosta il figlio Luigi e, adesso, anche il nipote Giuseppe. Al numero 22 della stessa Piazza, è aperto anche uno spazio polifunzionale dedicato alle arti contemporanee.

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Via Calascibetta, 9, Palermo, PA, Italia 0.39 km

Cuciture e pellami pregiati, qui si respira la tradizione

“Un viaggiatore si conosce da ciò che porta nella sua borsa”: è questo il motto della bottega creativa di Laura D’Orso e Francesco Pellegrino, artigiani che nel cuore del centro storico di Palermo hanno creato la “Borsa del pellegrino”, giocando col cognome di Francesco. I due artigiani amano pensare alle borse come a delle compagne di vita e di viaggio, inseparabili contenitori dell’universo personale, dalle forme essenziali, pensate per una persona pratica e curiosa e sempre in cammino. La coppia di giovani creativi, attenta alla materia prima, si è avvicinata anche al mondo della concia vegetale con tannini naturali. La loro filosofia di recupero della tradizione traspare anche dalla bottega che conserva ancora l’antica insegna storica del precedente negozio di cordami e tessuti, Ciriminna, e l’originale basolato che era coperto dalla moquette.

Via Vittorio Emanuele, 231, Palermo, PA, Italia 0.4 km

La boutique vintage nella gioielleria citata pure da Pirandello

 Era una delle più antiche gioiellerie della città, citata pure da Pirandello ne Il berretto a sonagli. “Voglio che mi compriate una collana, Ciampa, una bella collana. Sapete come? A pendagli. Andate da Mercurio, il nostro gioielliere”, ordina Beatrice a Ciampa. Tutelato dalla Soprintendenza ai Beni culturali, conserva ancora gli arredi originali e le cassaforti dove venivano custoditi i gioielli. Oggi è un atelier del vintage dove abiti e oggetti fanno rivivere le stanze sulla strada e le due sale al piano di sopra.

Capi e accessori dalla fine dell’ 800 sino agli anni ’80, scelti uno ad uno, usciti da  prestigiose sartorie palermitane  (Casa Stassi e Giovanna Valenti) o da atelier di grandi stilisti uniti alla collezione di scarpe vintage nuove. Uno spazio ancora molto affascinante dove tutto sembra raccontare una storia.

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Via Calascibetta, 24, Palermo, PA, Italia 0.41 km

L’artigiano delle pelli che lavora con 82 colori

La storia della cuoieria Vallone affonda le proprie radici nel 1938, anno in cui Giovanni Vallone, nonno dell’omonimo attuale proprietario, apre un negozio di vendita all’ingrosso di cuoio e di pelli che rifornisse gli artigiani della Sicilia occidentale per la produzione di calzature per la campagna. Nel corso della seconda metà del XX secolo, poi, l’attività amplia sempre più la gamma dei suoi clienti, rifornendo fabbriche di calzature e ortopedie con materiali selezionati sulla base della provenienza delle pelli (Veneto e Toscana). Il nipote del Vallone fondatore, Giovanni crea nel 2000 un laboratorio dove oggi si avvale della maestria di Francesca Zanca, che lui stesso definisce una “chimica”, per la sua abilità nel mescolare gli ottantadue tipi di colori differenti di cui la bottega dispone e nel saper adattare a ogni concia il prodotto chimico che le si addice.

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Via Napoli, 56, Palermo, PA, Italia 0.42 km

Tisane offerte di buon mattino come ai tempi degli arabi

Nel 1938, Antonio Ciccarello, originario di Polizzi Generosa, apre l’attività nei locali del Teatro Biondo, dopo aver conseguito il diploma di erborista , primo nel Sud del Regno d’Italia. Di recente l’antica bottega è stata costretta a lasciare la sua storica ma si è spostata proprio di fronte, andando a occupare i locali che furono del noto negozio di scarpe Machì, dopo aver restaurato e adattato al nuovo uso perfino la vecchia insegna Liberty. Matteo Arrivas, attuale gestore dell’erboristeria, per il resto, ha mantenuto esattamente la tipologia, lo stile, lo spirito di un tempo: ancora adesso, come faceva lo zio Nino anticamente, offre le tisane in mescita di buon mattino, perpetuando così una tradizione – quella dell’assunzione di acque calde terapeutiche – che ha origine dagli arabi. Tra i clienti tanti anziani, soprattutto del quartiere.

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Via Lungarini, 23, Palermo, PA, Italia 0.44 km

L’architetto-designer con la passione dell’oreficeria

Vitalba Canino è architetto e designer di gioielli. Progetta e realizza oggetti unici e lontani dai cliché della gioielleria tradizionale. Una passione esplosa subito dopo la laurea in Architettura e dopo numerose esperienze oltre lo Stretto. Nel 2007 ha cominciato a dedicarsi all’assemblaggio di pietre dure e catene e ha seguito corsi di “smalti a fuoco” alla Scuola orafa ambrosiana di Milano. Lavora principalmente l’argento, ma anche l’ottone bagno oro e talvolta l’oro, realizzando gioielli spesso geometrici e non convenzionali, le cui fonti d’ispirazione sono svariate, principalmente tratte dalla natura ma anche dallo studio di gioielli prodotti da antiche civiltà a partire da quelli etruschi. Da qualche tempo si è inoltre dedicata anche alla produzione di borse, stole, cappelli e accessori, che disegna personalmente e fa realizzare da artigiani locali.

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