Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine Widgets Magazine

Informazioni Utili


Indirizzo

480 Via Vittorio Emanuele

Mandamento/Quartiere

Informazione presto disponibile

Categoria

Informazione presto disponibile

Abstract


Settant’anni di orologeria di fronte alla Cattedrale

La Cattedrale si specchia nelle vetrine di questo negozio, nato come orologeria nel 1949 e fondato da Domenico, nonno e omonimo dell’attuale proprietario. Un talento arrivato dalla Calabria dove Bottiglieri inizia ad andare a bottega da un artigiano. Poi la carriera nell’Arma, dove diventa un maresciallo dei carabinieri negli anni in cui imperversava il bandito Giuliano. Quando si congeda decide di riprendere la passione per gli orologi e l’estro artistico lo porta a realizzare, per la vetrina, un campanile d’oro, fedele riproduzione del simbolo di “Campanile sera”, primo quiz a premi italiano. Fuori sono ancora appesi i ganci in ferro, utilizzati per appendere gli stivali, memoria del negozio di scarpe storico precedente,  rilevato da Domenico. A lui veniva affidata la manutenzione dell’orologio della torre della Cattedrale e dei Cappuccini. Dentro, il soffitto conserva i vecchi stucchi.

Mappa


gioielli bottiglieri 1.jpg 2 anni fa
  • Devi essere loggato per poter scrivere un commento
gioielli bottiglieri 2.jpg 2 anni fa
  • Devi essere loggato per poter scrivere un commento
gioielli bottiglieri 3.jpg 2 anni fa
  • Devi essere loggato per poter scrivere un commento
Mostro 3 risultati
Votazioni
In evidenza/Non in evidenza
Gestita/Non Gestita
argento 3.jpg
Via Pietro Novelli, 3, 90134 Palermo PA, Italia 0.03 km

Pupari da cinque generazioni nel cuore di Palazzo Asmundo

Tutto è iniziato da don Cecè, nomignolo dato da Vincenzo Argento a un mucchietto di legnetti avanzati che scolpiva per fare dei pupi: era il 1893 e da allora l’antica arte del puparo si è tramandata in famiglia per cinque generazioni. Oggi a Palazzo Asmundo c’è questo piccolo teatro della tradizione siciliana dove ancora sono custodite le antiche tele dipinte a mano che facevano da sfondo alle gesta di Carlo Magno. Di quest’Opera dei Pupi è oggi titolare il nipote Vincenzo, ma tutti, in famiglia, si sono dedicati alla costruzione artigianale, alla sagomatura delle armature arabesche, usando metalli come l’ottone, l’alpacca, il rame e l’argento. La famiglia Argento organizza anche laboratori dove si impara a costruire e dipingere un pupo, e al 145 di corso Vittorio è possibile assistere a questa magia, in un piccolo antro dove sono affastellate braccia, gambe, costumi delle varie marionette.

restauro fotografico giordano 4.jpg
Via Vittorio Emanuele, 440, Palermo, PA, Italia 0.11 km

Lettere, documenti, cartoline Qui ci si prende cura della memoria

Una lettera danneggiata, un documento storico, una cartolina particolarmente cara, ma anche foto dei bisnonni o di un tempo ormai perduto. Il passato ritrova nitidezza tra le sapienti mani di Maria Anna Giordano, che da vent’anni dirige uno studio fotografico nell’antico Cassaro, a pochi metri dalla Cattedrale, specializzandosi in restauro digitale. Anche le fotografie vivono una nuova vita grazie a questo trattamento. Attraverso l’impiego di software dedicati è possibile realizzare tutti quegli interventi inattuabili con la metodologia classica: ripristino del contrasto originale, ricostruzione delle parti abrase o mancanti, riequilibratura tonale e cromatica, recupero di dettagli e particolari altrimenti invisibili a occhio nudo. Entrare in questo piccolo negozio è come immergersi nella vita di chi non c’è più, immortalato in una eterna giovinezza.

Sartoria eleganza 3.jpg
Via Beati Paoli, 3, Palermo, PA, Italia 0.28 km

La bottega che ogni sabato diventa sala di musica

Un sarto con la passione per il mandolino. Ogni sabato pomeriggio, da trent’anni ormai, la sua bottega da bohémienne in via Beati Paoli 3 diventa la sala prove di un gruppo di appassionati di musica popolare napoletana e siciliana. Andrea Vajuso è bravo con il mandolino e abile con ago e filo. Aveva otto anni quando ogni mattina preparava la brace per il ferro da stiro nella sartoria di Francesco Paolo Manfrè, in via Maqueda. A diciassette aveva già una bottega tutta sua. Il suo bisnonno a metà dell’Ottocento cucì la redingote a Ruggiero Settimo, ammiraglio della flotta borbonica e ministro del Regno delle due Sicilie. Ventenne, a Roma, Andrea Vajuso apprese l’arte sartoriale. Imparò a cucire a mano frack, tight e smoking per l’alta società della capitale e per attori del cinema.

trattoria il bersagliere 1.jpg
Via San Nicolò All'Albergheria, 38, Palermo, PA, Italia 0.31 km

La cucina di casa da oltre un secolo all’Albergheria

Era il 1904 quando a Ballarò un bersagliere con la passione per la buona cucina aprì la sua trattoria. Ancora oggi l’atmosfera è la stessa: pare di stare in una casa privata con la gente che parla da una tavola all’altro a voce altissima. Gli avventori storicamente sono quelli dell’Albergheria, ma da qualche anno i clienti arrivano da ogni parte della città per assaggiare la tipica cucina siciliana. Funziona sia come taverna sia come ristorante. Il nuovo proprietario Francesco Battaglia, detto Lollo, aveva solamente vent’anni quando ha deciso di rilevare l’attività e da quattordici anni la gestisce come fosse l’estensione di casa sua. La specialità che consiglia a chi lo chiede è la pasta con la glassa. Un piatto “povero” ed eccezionalmente gustoso, caratteristica di tante pietanze siciliane. In questo caso si tratta del fondo di cottura dello spezzatino.

cannatella food 2.jpg
Via Ballaro, 14, Palermo, PA, Italia 0.32 km

Frutta secca, canditi e spezie Qui si respira il Mediterraneo

Un luogo che esprime pienamente l’anima multietnica del mercato di Ballarò. Esposti come in un suq arabo e circondati da dipinti e simboli di Palermo, si possono trovare legumi, frutta disidratata, frutta candita, preparati per pasticceria ma soprattutto frutta secca, spezie e aromi provenienti da diverse parti del mondo: dai tipici prodotti delle produzioni siciliane, come i pistacchi di Bronte e le mandorle di Santo Stefano Quisquina, ai prodotti esotici, come le noci americane e quelle brasiliane. Nel laboratorio adiacente al negozio, Gianni Cannatella realizza personalmente la tostatura e prepara il cosiddetto passatempo: calia e semenza, ossia ceci e semi di zucca tostati. Cannatella si è recentemente dotato di una macchina di ultima generazione, ma in trent’anni di attività ha sperimentato tutte le diverse tecniche di tostatura.

mercato pulci 3.jpg
Piazza Domenico Peranni, 15, Palermo, PA, Italia 0.34 km

Le baracche dei rigattieri nate nel Dopoguerra

Tra alcune baracche di lamiera costruite dagli stessi rigattieri, l’oggetto più antico l’ha creato la natura: è l’albero. Enorme, con le radici che sollevano l’asfalto e la chioma che si allarga sotto i tetti. La posizione è strategica, a due passi dalla Cattedrale, sotto terra si incontravano i fiumi Kemonia e il Papireto. La sua storia inizia nel 1949 quando Giuseppe Virruso, raccoglitore di ferro e cuscinetti a sfera, trasportò articoli usati sul suo carrettino dalla dimora dei principi Lanza di Trabia a Terre Rosse: fu quello il primo nucleo del mercatino di antiquariato. Spulciando tra le varie bancarelle potrete intercettare il tavolo basso che volevate per il salotto, la poltrona o la sedia che desideravate, il vaso imperdibile, le piastrelle giuste per la vostra casa. Anche se il luogo meriterebbe un intervento profondo, il sapore del passato è palpabile nell’aria.

antico chiosco di don pidduzzo 2.jpg
Via Beati Paoli, 29, 90134 Palermo PA, Italia 0.34 km

La storica “tavola d’acqua” sopra i cunicoli dei Beati Paoli

Secondo gli anziani del quartiere, sotto questo chiosco si troverebbe il tribunale segreto e sotterraneo della leggendaria setta dei Beati Paoli, i giustizieri incappucciati. Di certo c’è che questo chiosco racconta la storia dell’acqua e dei suoi mestieri. Fino agli inizi del Novecento, le case dei palermitani non erano dotate di un sistema idrico adeguato. Per bere acqua fresca si doveva cercare l’”acquaiolu” o “acquavitaru”, un ambulante che girava di strada in strada offrendo la sua specialità: acqua fresca con anice. Quando gli acquaioli divennero stanziali nacquero le tavole d’acqua: un bancone di marmo all’aperto su cui erano sistemati fiori e frutta. Questo chiosco è l’ “evoluzione” della tavola d’acqua di Giuseppe Di Pasquale detto don Pidduzzo, uno dei più celebri acquaioli della città. Oggi il chiosco è gestito dai nipoti e dal genero, Salvatore Marrone.

salem 1.jpg
Piazza Beati Paoli, 6, Palermo, PA, Italia 0.35 km

La prima donna farmacista nel 1890, un pezzo di storia al Capo

La signorina Giuseppina Salem nel 1890 fu la prima donna a varcare la soglia della facoltà di Chimica e Farmacia. Per lei e per la sorella più piccola Vincenza, pioniera di Scienze naturali, il padre Carlo aprì una farmacia in piazza Beati Paoli, nel cuore del Capo, dove si mescevano e si vendevano preparati medicamentosi. Il fratello era il generale medico Alessandro Salem. Era il 1892. Poco tempo più tardi fu messa in vendita l’intera palazzina di fronte, dove attualmente si trova la farmacia: così nel 1899 al pian terreno Carlo Salem spostò l’attività, mentre ai piani superiori realizzò alcune abitazioni. Giuseppina, che si sposò poi con il professore Arnaldo Colonna, non ebbe figli. Nell’arco di un secolo si è trasformata in una moderna farmacia con tanti servizi dedicati alla salute. Alla guida dell’attività c’è oggi la giovane Roberta, figlia di Carlo e nipote di Alessandro.

cannatella biciclette 1.jpg
Via Papireto, 14a, Palermo, PA, Italia 0.37 km

Biciclette da tre generazioni nell’officina-pensatoio

Da tre generazioni i Cannatella realizzano biciclette artigianali. L’azienda – fondata da Nenè e passata poi al figlio Totò – oggi è mandata avanti dal nipote Massimo, il cui motto è: “La bicicletta fa bene al corpo e alla mente”. Basta entrare nel laboratorio, rigorosamente dentro al negozio, per avvertire il caos creativo e la sua passione per lo sport ma anche per l’arte e il design. Passioni che hanno generato biciclette uniche nel loro genere e che l’hanno reso celebre come artista-artigiano. Così non c’è da stupirsi se la bottega è una sorta di salotto frequentato da professionisti e da appassionati. Dal 2008, al piano superiore, al civico 10, ha aperto lo “Spazio Cannatella”, un luogo dedicato all’arte, al design e al benessere, in cui oltre a dare rilievo ai più dotati artisti del panorama cittadino e nazionale, si porta avanti un’idea di cultura che sensibilizzi a stili di vita corretti.

ottica ognibene 3.jpg
Via Vittorio Emanuele, 324, Palermo, PA, Italia 0.41 km

Arredi e mobili d’epoca nella sede nata nell’Ottocento

 Tante le famiglie di ottici a Palermo, pochi hanno mantenuto la vecchia sede. Ognibene è uno di questi. A dimostrare la “storicità” dell’attività c’è un attestato di benemerenza che Giuseppe Ognibene ha ricevuto a Firenze in occasione del primo centenario dell’attività di ottico che fu iniziata dal nonno nel 1877. Oggi l’attività è arrivata alla quinta generazione, curata dal figlio di Giuseppe, Pierluca, e dalla moglie, ma nel piccolo negozio al Cassaro pezzi degli arredi e mobili d’epoca riportano a un nobile passato: dalla cassettiera in legno al mobile porta lenti che si scorge in vetrina, con su incise le iniziali del proprietario originario, che si chiamava anche lui Giuseppe Ognibene. Quando si entra, ci si poggia su un banco antico in legno, con il vetro a vista, dove si intravedono occhiali antichi, monocoli, strumenti ottici di precisione e antichi binocoli. Tutto targato fine ‘800-inizi ‘900.

caramellificio terranova 1.jpg
Via Albergheria, 87, Palermo, PA, Italia 0.42 km

Dove l’artigiano-alchimista inventò le delizie alla carruba

Caramellai da cinque generazioni. Sono i Terranova, con il laboratorio a due passi dal mercato di Ballarò. Era il 1890 quando il fondatore, Antonio, mise a punto la formula delle caramelle, sfruttando una ricetta a base di carruba, impiegata tradizionalmene come balsamo per alcune affezioni. Fu così che nacquero le caramelle alla carruba, dalla caratteristica forma quadrata e con la confezione singola di carta. Casa e bottega. L’azienda è tutta a conduzione familiare. C’è Antonio Terranova, padre di Giacomo, che insieme al fratello Maurizio e al cognato Paolo portano avanti l’azienda di famiglia. La ricetta delle caramelle è segreta, si sa solo che sono fatte di zucchero, sciroppo di glucosio e aroma di carruba. Il vanto dei caramellai Terranova è di vedere il proprio prodotto in farmacia. Con cinquanta chili di pasta si fanno 12.500 caramelle.

quir 1.jpg
Via del Ponticello, 55, Palermo, PA, Italia 0.42 km

La bottega eccentrica dei due creativi “queer”

Un gioco di parole fra cuir, cuoio in francese, e queer, parola che letteralmente significa “eccentrico” ma in realtà riferita al movimento culturale e di opinione che rifiuta le tradizionali identità di genere. Il Quir è un laboratorio dalla forte identità in cui si realizzano borse e accessori in cuoio e pelle rigorosamente fatti a mano. Una macchina da cucire al centro del laboratorio, la sedia rivolta alla strada, come nelle antiche botteghe in cui un po’ si lavorava e un po’ si traeva ispirazione da ciò che si vedeva all’esterno. Tutto attorno borse e accessori che si contendono lo spazio insieme a ritagli di cuoio, pennelli, barattoli, specchi e stoffe maculate sulle pareti gialle. L’attenzione per la tradizione artigianale si fonde con l’attitudine alla sperimentazione e all’innovazione che caratterizza i due creativi, celebri a Palermo per le loro battaglie a tutela dei diritti Lgbt.

ex libreria dante 2.jpg
Via Maqueda, 172, Palermo, PA, Italia 0.43 km

Insegna e decorazioni Liberty, un pezzo di storia della città

Nel 1854 a Palermo esistevano quindici librerie, tutte ubicate lungo l’attuale corso Vittorio Emanuele, a eccezione del libraio Decio Sandron di piazza Marina e di quella gestita dai fratelli Pedone (Luigi e Gaspare) in via Maqueda. Intorno alla fine del secolo, i fratelli Pedone, meglio conosciuti come Pedone Lauriel, separano la loro attività, gestendo in modo autonomo le librerie che possedevano. A Giuseppe va quella di via Maqueda, la Agate, che in seguito cambierà gestione, passando alle Librerie Italiane Riunite delle Messaggerie Italiane, con il nome di Libreria Dante e infine a Flaccovio. Nel 2013 la chiusura. Oggi quel memorabile locale, la cui insegna originaria è stata lasciata intatta e le cui decorazioni parietali sono state mantenute, ospita Bisso Bistrot, un ristorante in cui si possono gustare piatti della tradizione siciliana.

basura2.jpeg
Via del Ponticello, 41, Palermo, PA, Italia 0.44 km

“Dal letame nascono i fior” Ecco gli eco-monili di Valeria

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava De Andrè in Via del Campo. Un adagio che è diventato il motto di Valeria Leonardi, friulana innamorata di Palermo che realizza eco-monili. Vinile, polistirolo, carta, vetro, corde, lana, Pet, cd: tutto ciò che può essere scambiato per materiale di scarto o usa e getta nelle sue mani acquista una seconda vita. Non a caso, il nome della sua bottega è preso in prestito dallo spagnolo “Basura”, cioè spazzatura. E in quello che una volta era il cuore del quartiere ebraico, in via del Ponticello, avviene un piccolo miracolo quotidiano: quei materiali recuperati dal mercato di Ballarò diventano orecchini, bracciali e collane da indossare. Pinze, colla, martello, mani e tanta pazienza i suoi ferri del mestiere. Perché è la fantasia a trasformare la “basura” in arte da indossare, con orgoglio.

Via Cappuccinelle, Palermo, PA, Italia 0.44 km

Il mosaico Liberty nel cuore del mercato

Un panificio che è un’opera d’arte, nel cuore del Capo. Dal 2013 è chiuso per lavori di ristrutturazione del palazzo ma “a Pupa ru Capo” – così i palermitani definiscono la Demetra raffigurata nel mosaico sulla parete a fianco del negozio – rimane uno dei simboli dei mercati storici di Palermo. Il mosaico fu realizzato come regalo di nozze del padre della sposa a Salvatore Morello, titolare originario del forno, ed è un
  esempio squisito di Liberty. Di sicuro è opera di un brillante artista: Salva
tore Gregoretti secondo alcuni studiosi,  un componente della bottega di Pietro
 Bevilacqua o di Ernesto Basile secondo
 altri. La scritta, realizzata in caratteri d’oro,
 si staglia su una fascia di motivi vegetali su
 sfondo celeste inquadrata da due preziose cornici in azzurro, ritmate da motivi quadrati. Oggi ne 
viene esposta una copia e l’originale si trova a Palazzo Ajutamicristo.

ex pustorino 1.jpg
Via Maqueda, 180, Palermo, PA, Italia 0.48 km

Il negozio-opera d’arte rinato come pasticceria

È un negozio-opera d’arte, con i pannelli in legno disegnati da Ernesto Basile, i mobili Ducrot, le pareti affrescate, l’insegna originaria con la scritta in corsivo. Lo aprì Pietro Pustorino alla fine dell’Ottocento e per 130 anni è rimasto intatto, ambasciatore di uno stile di abbigliamento inglese, riservato agli uomini.  Fornitore della Real Casa Savoia, ha avuto tra i clienti un lungo catalogo di personalità: da Tommaso Marinetti, che si fece confezionare un panciotto con le mani disegnate all’altezza delle tasche, a Raimondo Lanza di Trabia, dal duca d’Aosta ai Florio.  Alla morte del titolare, Natale Pustorino, nel 1996, il negozio viene affidato al suo collaboratore prediletto, Gaetano Pizzo. Nel 2015, la chiusura. Il locale adesso ha riaperto, ma in una nuova forma: i titolari del bar Costa infatti, hanno deciso di portare qui i loro dolci apprezzati da mezzo secolo nel bar di via D’Annunzio.

salvatore bumbello 1.jpg
Via Barbaraci, 9, Palermo, PA, Italia 0.5 km

L’arte dei pupi siciliani nel cuore del Papireto

Salvatore Bumbello, classe 1977, è costruttore di pupi palermitani e ha la sua bottega-laboratorio nel popolare quartiere del Papireto. È figlio di Luciano Bumbello, che fu allievo di Francesco Sclafani, costruttore di pupi siciliani dal 1950 al 1995, collaboratore e aiutante delle famiglie storiche di pupari di Palermo tra cui i Cuticchio e i Mancuso, nonché amico di Antonio Pasqualino, fondatore del Museo internazionale delle marionette. Dal padre, Bumbello impara l’arte della costruzione dei pupi, e nel 1995, alla sua morte, a soli diciassette anni, prende le redini dell’attività, collaborando con tutti i pupari di Palermo. Oltre alla costruzione dei paladini, Salvo Bumbello spesso collabora alla messa in scena dell’Opera dei pupi. Nel piccolo laboratorio al Papireto c’è una folla epica, composta da tante teste di legno in corso di lavorazione, appena intagliate e pronte ad essere dipinte. Nel 2013 ha fondato la compagnia Opera dei Pupi Brigliadoro.

pantaleone 3.jpg
Via Vittorio Emanuele, 293, Palermo, PA, Italia 0.51 km

Abiti talari, offertori, rosari Da un secolo tutto per il clero

La ditta Pantaleone nasce nel 1905, anno in cui Giuseppe, il suo fondatore, sarto ecclesiastico itinerante, originario di Villalba, decide di smettere di attraversare la Sicilia per soddisfare le esigenze del clero e di aprire il primo punto vendita.  È solo nel 1919 che il sarto nisseno si trasferisce a Palermo con la famiglia, e, proprio nel palazzo nobiliare in cui va a vivere – racconta il nipote Domenico, oggi gestore dell’azienda – crea la propria bottega. Il 1938 è un anno di svolta perché Giuseppe lascia l’attività di sarto per dedicarsi alla vendita, aprendo la nuova sede in corso Vittorio Emanuele, ampliando la gamma di articoli in vendita, da quel momento inclusiva di oggetti di arredamento sacro, quali statue, brocche, rosari e piatti offertoriali.  Nel corso degli ultimi venti anni l’impresa è diventata un riferimento per il clero, con commesse in tutta Europa, a Sidney, a New York.

magazzini anita 1.jpg
Via Maqueda, 263, Palermo, PA, Italia 0.51 km

Vestiti, scarpe, borse Ecco il tempio del vintage

Oggetti, borse, vestiti, gioielli e accessori vintage abitano qui. Le grandi vetrine campeggiano su via Maqueda, lanciando un accattivante viaggio a spasso nel tempo, quando era ancora possibile rovistare in una soffitta e trovare un tesoro dimenticato. Perchè tra calzature antiche e moderne, o di modernariato, c’è il pezzo d’arredo o il gioco da tavola anni 70 che ha fatto la gioia di pomeriggi spensierati. I vestiti sono disposti in un caos armonioso tra lampade d’epoca, porcellane, scarpe, e di tutto un po’. Le scarpe sono tutte originali e non usate, scovate in depositi o in magazzini che custodiscono piccoli tesori, spesso anche di marce blasonate. L’importante è entrare senza guardare l’orologio. Per tornare bambini, o fare un viaggio nel passato, giocando con la moda.

arteficium 1.jpg
Salita Castellana, 8, Palermo, PA, Italia 0.52 km

Gioielli a traforo e macramè nell’ex cappella del Palazzo storico

 

Nel locale che ospitava l’antica cappella dello storico palazzo dei Crociferi, legato alla Chiesa di Santa Ninfa, Cristina Buccellato e Dario D’arpa disegnano gioielli realizzati a mano con la tecnica del traforo. I materiali utilizzati sono ottone, alluminio, rame ai quali spesso viene accostato il macramè, una tecnica portata in Sicilia dagli arabi dove la trama è fatta di nodi che creano un disegno. Qui invece si accosta a gioielli in metallo, dall’effetto moderno e colorato. Intorno si alternano le creazioni di altri artigiani Alab che lavorano  il legno e realizzano accessori in stoffa. L’intera bottega è decorata con motivi che riprendono i quattro elementi della natura, per simboleggiare l’utilizzo di materiali legati alla terra e l’uso delle forme in divenire nei processi di trasformazione. Il nome, “Arteficium”, è un tributo al modo di trasformare in arte il lavoro manuale, guardando al futuro.

Mostro 1 risultati di 20 su 137

Editor Picks

Le Vie dei Tesori
ItalianEnglishChinese (Simplified)

Send this to a friend