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87 Via Libertà

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Abstract


Tra stupore barocco e neoclassico

L’antico quartiere “palazzo”, nel cuore della città, in epoca aragonese fu suddiviso in due rioni: San Francesco e San Lorenzo. Fu qui che, intorno al 1420, il re d’Aragona Alfonso V il Magnanimo, diede l’assenso alla progettazione di una parrocchia cittadina. L’edificio attuale, però, nasce da un lavoro di rielaborazione degli spazi in stile barocco e neoclassico, avvenuto tra Settecento e Ottocento, su progetto dell’architetto locale Giovanni Biagio Amico. In occasione della nascita della diocesi di Trapani – voluta nel 1844 da Gregorio XVI – la chiesa di San Lorenzo fu elevata a Cattedrale e divenne sede vescovile. All’interno, tra affreschi e stucchi, spicca la statuetta del Cristo Morto, realizzato dallo scultore trapanese Giacomo Tartaglio con un tipo di marmo dello stesso colore dell’incarnato – quindi molto realistico – e la Crocifissione, tela del Seicento attribuita al pittore fiammingo Van Dyck.

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gioielli bottiglieri 1.jpg
Via Vittorio Emanuele, 480, Palermo, PA, Italia 75.25 km

Settant’anni di orologeria di fronte alla Cattedrale

La Cattedrale si specchia nelle vetrine di questo negozio, nato come orologeria nel 1949 e fondato da Domenico, nonno e omonimo dell’attuale proprietario. Un talento arrivato dalla Calabria dove Bottiglieri inizia ad andare a bottega da un artigiano. Poi la carriera nell’Arma, dove diventa un maresciallo dei carabinieri negli anni in cui imperversava il bandito Giuliano. Quando si congeda decide di riprendere la passione per gli orologi e l’estro artistico lo porta a realizzare, per la vetrina, un campanile d’oro, fedele riproduzione del simbolo di “Campanile sera”, primo quiz a premi italiano. Fuori sono ancora appesi i ganci in ferro, utilizzati per appendere gli stivali, memoria del negozio di scarpe storico precedente,  rilevato da Domenico. A lui veniva affidata la manutenzione dell’orologio della torre della Cattedrale e dei Cappuccini. Dentro, il soffitto conserva i vecchi stucchi.

restauro fotografico giordano 4.jpg
Via Vittorio Emanuele, 440, Palermo, PA, Italia 75.36 km

Lettere, documenti, cartoline Qui ci si prende cura della memoria

Una lettera danneggiata, un documento storico, una cartolina particolarmente cara, ma anche foto dei bisnonni o di un tempo ormai perduto. Il passato ritrova nitidezza tra le sapienti mani di Maria Anna Giordano, che da vent’anni dirige uno studio fotografico nell’antico Cassaro, a pochi metri dalla Cattedrale, specializzandosi in restauro digitale. Anche le fotografie vivono una nuova vita grazie a questo trattamento. Attraverso l’impiego di software dedicati è possibile realizzare tutti quegli interventi inattuabili con la metodologia classica: ripristino del contrasto originale, ricostruzione delle parti abrase o mancanti, riequilibratura tonale e cromatica, recupero di dettagli e particolari altrimenti invisibili a occhio nudo. Entrare in questo piccolo negozio è come immergersi nella vita di chi non c’è più, immortalato in una eterna giovinezza.

vuedu 1.jpg
Via Sperlinga, 32, Palermo, PA, Italia 75.37 km

Gli abiti siciliani che hanno conquistato gli arabi

Il nome nasce da un gioco di parole legato alle iniziali della sua ideatrice, Daniela Vinciguerra, e la libertà di giocare con la fantasia e le forme salta subito all’occhio in questo lungo spazio che si articola tra quattro vetrine su via Sperlinga e via Pignatelli, in un gineceo dove un solerte staff, tutto al femminile, consiglia tra capi di abbigliamento, accessori, gioielli, complementi di arredo e oggetti per la casa. “Lavoriamo con materie prime italiane e sarte siciliane”, spiega Daniela Vinciguerra, una passione per l’architettura specchiata nei suoi tagli a uovo e nelle linee geometriche e morbide allo stesso tempo. Uno stile che ha conquistato oltre alla clientela siciliana quella araba, “soprattutto a Dubai, Riad, Yemen”. Vuedu è anche una vetrina per le creazioni di designer siciliani e stranieri e un brand che si studia nei corsi di Architettura e disegno industriale.

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Via Alberto Favara, 8, Palermo, PA, Italia 75.38 km

Un viaggio nel tempo tra libri e antiche macchine

Il libro che più li ha emozionati nel loro lavoro di rilegatori è un manoscritto del 1100 in pergamena. I due fratelli Barone portano avanti la storica legatoria, aperta nel 1917 dal padre alle spalle del Teatro Massimo. Fin da bambini hanno imparato i segreti del mestiere, già a cinque anni frequentavano la bottega. Entrare dentro la legatoria Barone è come compiere un poetico viaggio nel tempo. La pressa a torchio che usano ancora ha più di duecento anni, la macchina per cucire i libri ne ha settanta: una modernità visto che il padre ha iniziato cucendoli a mano. Le pareti delle due stanze sembrano fatte di carta, rivestite come sono da scaffali pieni di volumi in lavorazione, di libri commissionati e mai ritirati, di risme e scatole piene di fogli. Il lavoro di una vita e insieme i ricordi: ritagli di giornale che parlano della loro attività, fotografie e il ritratto del padre di cui custodiscono l’arte antica.

rizzo 1.jpg
Via Ruggero Settimo, 74, Palermo, PA, Italia 75.39 km

La scarpa su misura da scegliere a suon di musica

Calzature artigianali personalizzate esposte insieme a dischi in vinile in uno spazio che sintetizza il gusto e la passione dei suoi proprietari: Bizio Rizzo e Marilena Sardina. Non un semplice negozio ma uno “studio artigianale” in cui progettare il proprio paio di scarpe seduti sul comodo divano di pelle, guidati dalla musica in sottofondo che ne suggerisce lo stile. Ci si può lasciare ispirare dal punk, dal rock o dal pop, scoprendo storie e mondi legati alla musica di cui Rizzo è appassionato ma anche, in quanto musicista, protagonista. Il tutto sotto la supervisione di sua moglie Marilena Sardina che disegna e progetta le calzature, realizzate poi nella fabbrica di famiglia, la Scius Italia. Tre generazioni di artigiani calzaturieri che dal 1945 seguono i dettami della migliore tradizione del Made in Italy nella scelta dei materiali e nella lavorazione del prodotto.

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Via Ruggiero Settimo, 68, Palermo, PA, Italia 75.39 km

Due secoli di rosticceria mignon per l’antesignano dello street food

Un “buco” che esiste dal 1826. All’interno del cortile nobile di Palazzo De Stefano, ha sempre prodotto peccatucci di gola (timballi, panzerotti, arancinette e pasticcini) da consumare a tutte le ore della giornata. Né bar né caffè: è una sorta di proto-rosticceria che ha inventato il formato mignon, molto prima che lo street food andasse di moda. Una volta varcato il portone ci si ritrova in un’oasi di tranquillità grazie al cortile, mentre le foto in bianco e nero della Palermo di una volta spiccano sulle piastrelle bianche alle pareti. I fratelli Allegra che avevano intrapreso l’attività, si erano ispirati alle sontuose libagioni dei palazzi nobiliari, preparando però lillipuziani pezzi di rosticceria. La più antica “cucina” di Palermo è stata gestita fino a pochissimi anni fa dai tre fratelli Allegra (due cuochi e il più giovane al banco), quando è passata alla famiglia Valentino.

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Piazza Ruggiero Settimo, 15, Palermo, PA, Italia 75.39 km

Il capolavoro di Damiani Almeyda dominato dalla Quadriga di Rutelli

La grande passione per gli scavi di Ercolano e Pompei è alla base delle scelte stilistiche dell’architetto e ingegnere Giuseppe Damiani Almeyda, nel concepire il progetto del Politeama. Alla guida dell’ufficio tecnico del Comune di Palermo, Almeyda riuscì a realizzare l’opera e a inaugurarla nel 1874. In realtà, una prima idea era stata già avanzata nel 1860, quando il pretore Giulio Benso, duca della Verdura, aveva deciso di dotare la città di un teatro diurno e circo olimpico, vista la popolarità di spettacoli equestri e acrobatici. Ma Damiani Almeyda diede un’interpretazione personale e originale al progetto, caratterizzato da uno spiccato gusto per la policromia, colonnati e statue allegoriche. In cima al grande ingresso svetta la Quadriga bronzea di Mario Rutelli.

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Via Sampolo, 200, Palermo, PA, Italia 75.41 km

Qui sono nati oltre cento strumenti per Conservatori e musicisti 

Ignazio Muliello, classe 1938, costruisce strumenti ad arco dagli anni Settanta e in quarant’anni ne ha creati più di cento tra violini, viole, viole d’amore, violoncelli, contrabbassi e anche due chitarre. Impeccabile nel suo camice bianco, il colore dei suoi capelli che raccontano di una lunga esperienza maturata in questa antica forma di artigianato. C’è sapienza antica nella sua arte sin dalla selezione del tipo di legno. Un’esperienza maturata sin da piccolo nella bottega del padre Giuseppe, ebanista, e con lui ha collaborato al lavoro di intaglio e di ebanisteria. I suoi strumenti ad arco sono richiesti da musicisti professionisti di conservatori e teatri della Sicilia. Non a caso nel 2008, alla seconda edizione del concorso nazionale di liuteria contemporanea Città di Pisogne, Ignazio Muliello ha ricevuto una menzione speciale per l’impegno alla ricerca della liuteria siciliana.

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Piazza Verdi, Palermo, PA, Italia 75.42 km

Cupola e merletti Liberty, il gioiello progettato da Basile

Nella sua cupola conserva la cifra delle future costruzioni del Basile, così particolare da sembrare futurista, e invece risale a fine Ottocento, un piccolo gioiello Liberty. Quella cupola, tipica delle torri carioca, era un omaggio-vezzo al viaggio in Brasile fatto dall’architetto Basile, ma a rendere particolare lo stile sono anche i “merletti” in ferro battuto che fanno da contrasto con il rosso che fa da sfondo  e su cui si staglia, in caratteri dorati, il nome Ribaudo. Una zona dove il Basile ha disseminato con il suo stile uno degli angoli più belli della città. Inizialmente adibito alla vendita di bibite, il chiosco – progettato in stretto dialogo con il teatro Massimo – vendeva soprattutto acqua e anice, molto in voga per i tempi, ma era anche biglietteria ed edicola. Poi ha iniziato a vendere tabacco e caramello, finendo per consolidarsi come tabaccheria.

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Piazza Verdi, Palermo, PA, Italia 75.42 km

Dietro il sipario del tempio della lirica

Che effetto fa salire sul palco del Teatro Massimo, come i cantanti d’opera, e vedere il colpo d’occhio della magnifica sala? Che effetto fa svelare i segreti del palcoscenico tra le scenografie, gli attrezzi e gli abiti di scena? Per provarlo, basterà fare questa visita che “ribalta” il punto di vista tradizionale degli spettatori. E godere in modo inedito del fascino del Teatro Massimo, terzo per dimensioni dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Progettato dal celebre architetto Giovan Battista Filippo Basile e realizzato fra il 1875 e il 1897, il Teatro occupa 7.700 metri quadrati e sorge sull’area di un antico complesso religioso di suore, che fu abbattuto per far posto all’ambizioso progetto “Massimo”. Secondo una diceria popolare, la notte si aggirerebbe ancora il fantasma di una monaca del monastero demolito.

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Via Albergheria, 87, Palermo, PA, Italia 75.46 km

Dove l’artigiano-alchimista inventò le delizie alla carruba

Caramellai da cinque generazioni. Sono i Terranova, con il laboratorio a due passi dal mercato di Ballarò. Era il 1890 quando il fondatore, Antonio, mise a punto la formula delle caramelle, sfruttando una ricetta a base di carruba, impiegata tradizionalmene come balsamo per alcune affezioni. Fu così che nacquero le caramelle alla carruba, dalla caratteristica forma quadrata e con la confezione singola di carta. Casa e bottega. L’azienda è tutta a conduzione familiare. C’è Antonio Terranova, padre di Giacomo, che insieme al fratello Maurizio e al cognato Paolo portano avanti l’azienda di famiglia. La ricetta delle caramelle è segreta, si sa solo che sono fatte di zucchero, sciroppo di glucosio e aroma di carruba. Il vanto dei caramellai Terranova è di vedere il proprio prodotto in farmacia. Con cinquanta chili di pasta si fanno 12.500 caramelle.

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Via San Nicolò All'Albergheria, 38, Palermo, PA, Italia 75.49 km

La cucina di casa da oltre un secolo all’Albergheria

Era il 1904 quando a Ballarò un bersagliere con la passione per la buona cucina aprì la sua trattoria. Ancora oggi l’atmosfera è la stessa: pare di stare in una casa privata con la gente che parla da una tavola all’altro a voce altissima. Gli avventori storicamente sono quelli dell’Albergheria, ma da qualche anno i clienti arrivano da ogni parte della città per assaggiare la tipica cucina siciliana. Funziona sia come taverna sia come ristorante. Il nuovo proprietario Francesco Battaglia, detto Lollo, aveva solamente vent’anni quando ha deciso di rilevare l’attività e da quattordici anni la gestisce come fosse l’estensione di casa sua. La specialità che consiglia a chi lo chiede è la pasta con la glassa. Un piatto “povero” ed eccezionalmente gustoso, caratteristica di tante pietanze siciliane. In questo caso si tratta del fondo di cottura dello spezzatino.

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Via Domenico Scinà, 217, Palermo, PA, Italia 75.52 km

“Monelle”, fiere, dee, barocche Ecco le ceramiche al femminile

Dopo avere fatto il giornalista, un bel giorno di circa trent’anni fa, Emilio Angelini venne risucchiato dalla sua antica passione, quella che gli aveva fatto scegliere il liceo artistico. Cominciò così un lavoro appassionato di creazione e di ricerca che lasciava spazio per poco altro: all’inizio, però, la timidezza aveva la meglio su Emilio, tanto da impedirgli di firmare i suoi pezzi. Finché non incontrò Pietra Gramasi, sua inseparabile compagna di liceo, ceramista anche lei, che diventò la sua compagna anche nella vita, spingendolo a dare una chiara paternità alle opere.  La bottega d’arte di Emilio Angelini è un piccolissimo scrigno in cui vivono creature fantastiche. Ci sono le “monelle pazze”, che racchiudono i caratteri di ogni donna: chi con il seno fieramente scoperto, come una ninfa eterna, chi con la vanità di un orecchino al lobo, chi con i capelli fieri e indomabili.

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Via Ballaro, 14, Palermo, PA, Italia 75.54 km

Frutta secca, canditi e spezie Qui si respira il Mediterraneo

Un luogo che esprime pienamente l’anima multietnica del mercato di Ballarò. Esposti come in un suq arabo e circondati da dipinti e simboli di Palermo, si possono trovare legumi, frutta disidratata, frutta candita, preparati per pasticceria ma soprattutto frutta secca, spezie e aromi provenienti da diverse parti del mondo: dai tipici prodotti delle produzioni siciliane, come i pistacchi di Bronte e le mandorle di Santo Stefano Quisquina, ai prodotti esotici, come le noci americane e quelle brasiliane. Nel laboratorio adiacente al negozio, Gianni Cannatella realizza personalmente la tostatura e prepara il cosiddetto passatempo: calia e semenza, ossia ceci e semi di zucca tostati. Cannatella si è recentemente dotato di una macchina di ultima generazione, ma in trent’anni di attività ha sperimentato tutte le diverse tecniche di tostatura.

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Via Maqueda, 415, Palermo, PA, Italia 75.55 km

Facciata di Basile, mobili di Ducrot, qui si respira un’epoca

La facciata è stata progettata da Basile, l’insegna è di quelle storiche, con su il nome della proprietaria: Lina D’Antona, modista di origini napoletane, apprendistato in un atelier parigino e negozio a Palermo nel 1911 per amore, dopo aver conosciuto il marito, Vincenzo, che lavorava sui battelli del servizio postale che collegavano Napoli alla Sicilia, flotta allora dei Florio. E proprio i Florio furono tra le nobili famiglie clienti della merceria D’Antona, oggi arrivata alla terza generazione con il nipote Vincenzo. Alle pareti gli arredi, i banchi, le cassettiere e gli scaffali alti fino al soffitto sono della fabbrica Ducrot. Le nobildonne Whitaker, Ducrot e Florio, ma anche i Basile venivano qui per i loro cappelli e per gli accessori di moda. Nel ritratto di donna Franca Florio di Boldini gli ornamenti del vestito del dipinto, dai merletti alla passamaneria, sono opera della nonna Lina.

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Via Bara All'Olivella, 115, Palermo, PA, Italia 75.56 km

Creazioni in lava, corallo e argento esposti pure al British Museum

Nella sua officina da orafo, attrezzi da falegname convivono felicemente con testi letterari, pietre laviche con titanio, legno di ulivo con lapislazzuli: da diciotto anni la creatività dei gioielli contemporanei di Roberto Intorre, “architetto e sognatore” è un punto di riferimento, tra tradizione e innovazione. Non a caso la sua collezione “Gocce di magma”, caratterizzata da contrasti tra la pietra lavica, il corallo, l’argento, è stata scelta dal British Museum di Londra per rappresentare l’identità culturale siciliana nella mostra “Sicily: culture and conquest”. Per celebrare i 500 anni dell’Orlando Furioso, Intorre ha creato “Il viaggio meraviglioso”, opera composta da nove icone-gioiello dove ogni personaggio è un monile inserito in un contesto narrativo che ricorda, architettonicamente, il teatro dell’Opera dei Pupi. Nella stessa strada, non a caso, lavora la famiglia Cuticchio.

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Via Bara All'Olivella, 72, Palermo, PA, Italia 75.57 km

Le donne che reinventano il cappello siciliano

Uno dei simboli siciliani – la coppola – rivisitato in chiave moderna, liberato dai pregiudizi e da un passato che non gli appartiene più. Il nome Tanto di coppola- la versione siciliana del francese chapeauo dell’italiano tanto di cappello- è un modo per omaggiare il copricapo e rivisitarlo in chiave moderna, facendolo diventare così simbolo di creatività e sviluppo del territorio. Le coppole sono, infatti, realizzate da un gruppo di donne di San Giuseppe Jato, ricamatrici, cucitrici, sarte formate e aggiornate per realizzare una produzione artigianale le cui conoscenze rischiano di perdersi. Nel negozio di via Bara all’Olivella ognuno può creare la sua coppola e personalizzarla secondo i propri gusti oltre che godersi una chiacchierata con Raffaella Candido che accoglie palermitani e turisti dando consigli e indicazioni. Ma attenzione, avverte, “il prodotto va alla testa e può causare dipendenze”.

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Via Bara All'Olivella, 42, Palermo, PA, Italia 75.59 km

L’arte di tornire il legno a due passi dal Teatro Massimo

Specializzato nella realizzazione di componenti d’arredo e articoli religiosi in legno, il laboratorio artigianale dei Vitrano esiste dal 1912, da quando il nonno dell’attuale proprietario aprì qui la sua casa-bottega, a due passi dal Teatro Massimo. Lo spazio adibito a laboratorio è sempre lo stesso, solo che oggi c’è un tornio per legno di nuova generazione. L’ambiente originariamente dedicato alle stanze private è oggi un piccolo museo dell’arte del torniere in cui sono esposti due torni a pedale di legno della metà del 1800, le porte originarie della bottega e tanti esemplari di opere realizzate dalle tre generazioni di artigiani. Giuseppe Vitrano, da qualche anno, si è dotato dell’insegna in legno “Torniere” che accoglie all’ingresso, ma non ne aveva bisogno: bastano il suo volto e i suoi strumenti a definire l’attività.

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Via Maqueda, 375, Palermo, PA, Italia 75.6 km

Gioielli, accessori, borse nel bene confiscato alla mafia

Etic sorge all’interno di un bene confiscato alla mafia e assegnato alla cooperativa sociale Solidarietà. Un “contenitore di creatività condivisa”, lo definiscono le designer che si avvicendano nella sua gestione, ispirandosi a vicenda in un continuo scambio di idee e suggestioni. Alessia Bruno con Desadorna propone i suoi gioielli di ricerca, spesso ispirati alla natura. Ambra di Trapani con Madeinpà realizza accessori che fanno del made in Palermo una sintesi creativa, declinata al presente e votata al design. Roberta De Grandi, R.B.R.T., realizza accessori non seriali, come le borse della collezione Numero Primo che già nel nome svelano la loro unicità: non solo per la ricercatezza artigianale ma anche per le parole e le immagini che, una diversa dall’altra, le impreziosiscono e svelano messaggi per chi le fa proprie.

 

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Via Bara All'Olivella, 95, Palermo, PA, Italia 75.61 km

Il Maestro del Cunto che ha portato i pupi nel mondo

Mimmo Cuticchio è considerato oggi il maestro del Cunto: puparo, costruttore, attore. I pupi sono arte di famiglia: Mimmo è infatti figlio del puparo Giacomo Cuticchio, che negli anni Cinquanta girovagava in Sicilia con un teatrino mobile a bordo di un camion. Cuticchio nel ­1973 apre a Palermo il Teatro dei Pupi Santa Rosalia, e nel 1977 fonda l’associazio­ne “Figli d’Arte Cuticchio”, che si prefigge di salvaguardare l’arte dell’Opera dei Pupi. Con lui lavora il figlio Giacomo, che ha scelto di dedicarsi alle musiche. Come attore, Mimmo Cuticchio è apparso nel film “Il padrino – Parte III” di Francis Ford Coppola e in “Prove per una tragedia siciliana” di John Turturro. Nel 2015 la collezione di pupi siciliani iniziata dal padre è stata acquisita dalla Fondazione Sicilia, ed è ora esposta a Palazzo Branciforte.

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