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Salita Santa Maria dei Greci

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Il tempio pagano trasformato in simbolo di Cristianità

In questo luogo si fondono il mondo pagano e quello cristiano. La chiesa del XII-XIII secolo, infatti, è stata edificata sui resti di un antico tempio di Giove Polieo o di Atena, del quale sono ancora visibili le tracce del basamento. Detta “dei Greci” perché fu anche cattedrale di rito greco-ortodosso. Divenne poi cattedrale cattolica, prima di San Gerlando. Meta di pellegrinaggi in età medievale, conserva ancora, incisi sulla pietra, i segni della “triplice cinta”, ovvero tre simbolici quadrati concentrici che i visitatori solevano lasciare sui siti sacri dove andavano a pregare. Sono visibili le trasformazioni avvenute nel XIV secolo, nel periodo dell’influenza della famiglia Chiaramonte e di quella spagnola dei Pujades, che governò Agrigento per il Regio demanio, come rivelano le insegne sul portale. L’interno è spoglio, con tracce di un ciclo di affreschi trecentesco sulla “Madonna del latte”. Durante recenti restauri, sono stati trovati la cripta e il colatoio.

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gioielli bottiglieri 1.jpg
Via Vittorio Emanuele, 480, Palermo, PA, Italia 91.17 km

Settant’anni di orologeria di fronte alla Cattedrale

La Cattedrale si specchia nelle vetrine di questo negozio, nato come orologeria nel 1949 e fondato da Domenico, nonno e omonimo dell’attuale proprietario. Un talento arrivato dalla Calabria dove Bottiglieri inizia ad andare a bottega da un artigiano. Poi la carriera nell’Arma, dove diventa un maresciallo dei carabinieri negli anni in cui imperversava il bandito Giuliano. Quando si congeda decide di riprendere la passione per gli orologi e l’estro artistico lo porta a realizzare, per la vetrina, un campanile d’oro, fedele riproduzione del simbolo di “Campanile sera”, primo quiz a premi italiano. Fuori sono ancora appesi i ganci in ferro, utilizzati per appendere gli stivali, memoria del negozio di scarpe storico precedente,  rilevato da Domenico. A lui veniva affidata la manutenzione dell’orologio della torre della Cattedrale e dei Cappuccini. Dentro, il soffitto conserva i vecchi stucchi.

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Via Alessandro Paternostro, 11/13, Palermo, PA, Italia 91.17 km

Un angolo di Belle Epoque progettato da Ernesto Basile

Nascosto nel cuore del centro storico, a due passi dall’Antica Focacceria San Francesco,  in via Alessandro Paternostro, sorge, dal 1902, la gioielleria Sutera. Il locale, progettato da Ernesto Basile, per più di un secolo, ha mantenuto la struttura e l’arredamento originario, essendo vincolato come bene storico. Affiancato dalle facciate dei palazzi nobiliari, conta tredici vetrine su via Paternostro, con la facciata e l’insegna nel classico stile verde brillante e oro. Qui  gravitava il bel mondo e ancora i “ruggenti anni Venti” si trovano nello stile della cassaforte e negli arredi. Qui si veniva per la perfezione degli orologi di tradizione tedesca e le creazioni di oreficeria della casa. Nel laboratorio si lavora su oro bianco e giallo, pietre preziose e dure. A gestire l’attività è oggi Alfredo Ragonese, nipote per parte di madre di Alfredo Sutera.

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Via Maqueda, 172, Palermo, PA, Italia 91.18 km

Insegna e decorazioni Liberty, un pezzo di storia della città

Nel 1854 a Palermo esistevano quindici librerie, tutte ubicate lungo l’attuale corso Vittorio Emanuele, a eccezione del libraio Decio Sandron di piazza Marina e di quella gestita dai fratelli Pedone (Luigi e Gaspare) in via Maqueda. Intorno alla fine del secolo, i fratelli Pedone, meglio conosciuti come Pedone Lauriel, separano la loro attività, gestendo in modo autonomo le librerie che possedevano. A Giuseppe va quella di via Maqueda, la Agate, che in seguito cambierà gestione, passando alle Librerie Italiane Riunite delle Messaggerie Italiane, con il nome di Libreria Dante e infine a Flaccovio. Nel 2013 la chiusura. Oggi quel memorabile locale, la cui insegna originaria è stata lasciata intatta e le cui decorazioni parietali sono state mantenute, ospita Bisso Bistrot, un ristorante in cui si possono gustare piatti della tradizione siciliana.

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Via Vittorio Emanuele, 440, Palermo, PA, Italia 91.19 km

Lettere, documenti, cartoline Qui ci si prende cura della memoria

Una lettera danneggiata, un documento storico, una cartolina particolarmente cara, ma anche foto dei bisnonni o di un tempo ormai perduto. Il passato ritrova nitidezza tra le sapienti mani di Maria Anna Giordano, che da vent’anni dirige uno studio fotografico nell’antico Cassaro, a pochi metri dalla Cattedrale, specializzandosi in restauro digitale. Anche le fotografie vivono una nuova vita grazie a questo trattamento. Attraverso l’impiego di software dedicati è possibile realizzare tutti quegli interventi inattuabili con la metodologia classica: ripristino del contrasto originale, ricostruzione delle parti abrase o mancanti, riequilibratura tonale e cromatica, recupero di dettagli e particolari altrimenti invisibili a occhio nudo. Entrare in questo piccolo negozio è come immergersi nella vita di chi non c’è più, immortalato in una eterna giovinezza.

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Via Lattarini, 3, Palermo, PA, Italia 91.2 km

L’ultimo dei molitori nella bottega che ha un secolo di vita

Si molano cesoie, coltelli, forbici e se ne vendono anche di nuovi e affilatissimi da 93 anni nella bottega Di Giovanni. C’è la storia di Palermo in quella stanzetta colma di scaffali e lame di ogni misura, dove la mola di smeriglio a acqua non si ferma mai da due generazioni molto longeve. Giosuè Di Giovanni, 81 anni portati egregiamente, apre ogni giorno la saracinesca di via Grandi Lattarini all’angolo con via Roma e perpetua una tradizione destinata a spegnersi. La cominciò suo padre Giuseppe, che nel 1925 trasferì il suo negozietto da arrotino negli attuali locali, che ospitavano un’armeria. Da lì sono passati macellai, salumieri, casalinghe, pescatori subacquei. Venivano da tutta la provincia. Da qualche anno gli affari sono in calo, ma i turisti passano e si innamorano, pretendono una foto con quell’artigiano d’altri tempi.

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Discesa dei Giudici, 11, Palermo, PA, Italia 91.21 km

Telaio e oggetti fatti a mano per gli innamorati della carta

In vetrina campeggia una splendida pressa funzionante dell’800, dentro è un paradiso colorato per gli amanti della carta: di fianco a piazza Pretoria, lungo la Discesa dei giudici, Valeria Rosselli, tra le prime laureate in Italia a specializzarsi in Conservazione e restauro, gestisce una legatoria artigianale d’arte. Qui, tra un telaio e delle carte marmorizzate a mano, siciliani e turisti chiedono album fotografici personalizzati, biglietti di auguri, agende in pelle con diversi tipi di cuciture tra cui scegliere, sketchbook e libri con stoffe riciclate, o copertine con foto della Sicilia. I più ricercati hanno anche commissionato delle copertine in legno intagliato, come di legno sono gli arredi di Libbra, di produzione artigianale. Periodicamente si organizzano corsi di legatoria e pittura per adulti e bambini.

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Via Lungarini, 23, Palermo, PA, Italia 91.21 km

L’architetto-designer con la passione dell’oreficeria

Vitalba Canino è architetto e designer di gioielli. Progetta e realizza oggetti unici e lontani dai cliché della gioielleria tradizionale. Una passione esplosa subito dopo la laurea in Architettura e dopo numerose esperienze oltre lo Stretto. Nel 2007 ha cominciato a dedicarsi all’assemblaggio di pietre dure e catene e ha seguito corsi di “smalti a fuoco” alla Scuola orafa ambrosiana di Milano. Lavora principalmente l’argento, ma anche l’ottone bagno oro e talvolta l’oro, realizzando gioielli spesso geometrici e non convenzionali, le cui fonti d’ispirazione sono svariate, principalmente tratte dalla natura ma anche dallo studio di gioielli prodotti da antiche civiltà a partire da quelli etruschi. Da qualche tempo si è inoltre dedicata anche alla produzione di borse, stole, cappelli e accessori, che disegna personalmente e fa realizzare da artigiani locali.

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Discesa dei Giudici, 42, Palermo, PA, Italia 91.21 km

Quel profumo inebriante nel cuore della città d’arte

 Maestri torrefattori da quattro generazioni, hanno fatto di quel negozio alle spalle di piazza Bellini, in pieno itinerario arabo-normanno, un punto di riferimento storico per gli amanti del caffè. Fu Giovanni Stagnitta, nel 1922, a fondare la “Torrefazione Ideal” nella vicina piazza Venezia e a trasferirla in Discesa dei Giudici, dopo l’alluvione del 1931. I locali conservano il caratteristico mobilio e due sculture lignee del maestro ebanista D’Angelo raffiguranti la filiera del caffè. La concorrenza sul mercato ha spinto l’azienda a elevare la qualità puntando su materie prime d’eccellenza, lavorando prodotti come il Kopi Luwak e il Jamaica Blue Mountain. La scrittrice palermitana Giuseppina Torregrossa ha ambientato tra quei profumi il libro “La miscela segreta di casa Olivares”. Da maggio 2017 l’azienda è “Tessera preziosa del Mosaico Palermo”.

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Via Lattarini, 10, Palermo, PA, Italia 91.22 km

Il piccolo laboratorio di sartoria diventato casa di alta moda

L’antico mercato arabo dei profumi e delle spezie, i Lattarini, è oggi un nuovo punto di incontro per artisti e creativi, come lo stilista Mattia Piazza. Ogni sua collezione è una narrazione che trae ispirazione da diverse discipline artistiche: dalle arti visive alla letteratura, dal design all’architettura. Abiti che nella ricercatezza sartoriale abbattono i confini tra maschile e femminile, con un occhio all’essenzialità orientale sia nel tessuto che nel aglio. L’obiettivo è far emergere la personalità di chi li indossa. L’atelier, oltre che punto vendita, è anche il luogo dove Piazza disegna e realizza le sue creazioni. Un luogo accogliente, che attira artisti, appassionati e curiosi. Da piccolo laboratorio di sartoria, Casa Preti è diventato in poco tempo una casa di alta moda, grazie all’incontro con l’architetto svizzero Steve Gallay che ha scelto di diventarne socio.

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Via Calascibetta, 24, Palermo, PA, Italia 91.25 km

L’artigiano delle pelli che lavora con 82 colori

La storia della cuoieria Vallone affonda le proprie radici nel 1938, anno in cui Giovanni Vallone, nonno dell’omonimo attuale proprietario, apre un negozio di vendita all’ingrosso di cuoio e di pelli che rifornisse gli artigiani della Sicilia occidentale per la produzione di calzature per la campagna. Nel corso della seconda metà del XX secolo, poi, l’attività amplia sempre più la gamma dei suoi clienti, rifornendo fabbriche di calzature e ortopedie con materiali selezionati sulla base della provenienza delle pelli (Veneto e Toscana). Il nipote del Vallone fondatore, Giovanni crea nel 2000 un laboratorio dove oggi si avvale della maestria di Francesca Zanca, che lui stesso definisce una “chimica”, per la sua abilità nel mescolare gli ottantadue tipi di colori differenti di cui la bottega dispone e nel saper adattare a ogni concia il prodotto chimico che le si addice.

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Foro Italico Umberto I, 1, Palermo, PA, Italia 91.25 km

Qui nacque il “giardinetto” per festeggiare Garibaldi

Era una delle più famose sorbetterie dell’Ottocento, quando il Foro Italico era popolato di carrozze e di signore con le trine e l’ombrellino da sole, quando il mare era ancora vicino alla riva e i bambini del popolo facevano il bagno lì. Fu fondato da Giuseppe Cacciatore, personaggio mitico che le foto ritraggono con baffi spioventi, nel 1860, per festeggiare l’entrata di Garibaldi. Poco dopo inventò un gelato rosso, verde e bianco (fragola, pistacchio e cedro), l’antesignano dell’attuale “giardinetto”. Crispi era un frequentatore abituale. Franca Florio amava il sorbetto alla fragola e Vittorio Emanuele Orlando il gelato di caffè imbottito con la panna. Allora l’attività prendeva il nome del suo titolare, “Giuseppe Cacciatore gelatiere”. Tra i suoi dodici commessi c’era il dodicenne Giovanni Ilardo che, alla sua morte, divenne titolare della sorbetteria e diede il suo nome al locale storico.

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Via IV Aprile, 7, Palermo, PA, Italia 91.25 km

Torte, cioccolata e golosità dove ci si sente a casa

Un luogo in cui sostare e riprendere possesso del proprio tempo: è questa l’idea che anima la cioccolateria di Enzo Di Michele e di sua moglie Roberta Milazzo, tra lo Steri e la chiesa della Gancia. Una “cioccolateria fatta a mano”, sotto ogni aspetto. Nel laboratorio Roberta prepara le torte, i biscotti e i dolci esattamente come farebbe nella sua cucina, gli ingredienti e le ricette sono quelli genuini delle torte casalinghe. In sala Enzo – un passato da attore nella compagnia di Emma Dante – accoglie i clienti suggerendogli un senso di rilassatezza e ironia. Il nome della cioccolateria è quello del loro bambino. Dal banco dei cioccolatini alle teiere dal gusto retrò, dalla musica scelta sempre con cura fino al delizioso spazio esterno realizzato con la tecnica del riuso creativo nell’intercapedine tra due palazzi. Un posto perfetto per una storia d’amore.

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Via Calascibetta, 9, Palermo, PA, Italia 91.26 km

Cuciture e pellami pregiati, qui si respira la tradizione

“Un viaggiatore si conosce da ciò che porta nella sua borsa”: è questo il motto della bottega creativa di Laura D’Orso e Francesco Pellegrino, artigiani che nel cuore del centro storico di Palermo hanno creato la “Borsa del pellegrino”, giocando col cognome di Francesco. I due artigiani amano pensare alle borse come a delle compagne di vita e di viaggio, inseparabili contenitori dell’universo personale, dalle forme essenziali, pensate per una persona pratica e curiosa e sempre in cammino. La coppia di giovani creativi, attenta alla materia prima, si è avvicinata anche al mondo della concia vegetale con tannini naturali. La loro filosofia di recupero della tradizione traspare anche dalla bottega che conserva ancora l’antica insegna storica del precedente negozio di cordami e tessuti, Ciriminna, e l’originale basolato che era coperto dalla moquette.

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Via Torremuzza, 4, Palermo, PA, Italia 91.26 km

Quando il ricamo è un’arte per la biancheria da letto o da tavola

 Dice che basta una matita. È modesto Pietro Lo Verso. Crea disegni per ricami da quanto era ragazzino. Nel 1975 entrò da apprendista nel laboratorio di Giuseppe Ippolito in via Torremuzza 4, nel quartiere della Kalsa. La piccola bottega esiste dagli anni Quaranta. Non tutti sanno che solo da un bel disegno può nascere un bel ricamo. E per questo ci vuole abilità, estro e senso delle proporzioni. Pietro Lo Verso li possiede tutti, se è vero che vengono da mezza Sicilia per affidarsi alla sua professionalità. Donne che ancora apprezzano la bellezza della biancheria da letto o da tavola ricamata a mano. Complementi d’arredo che fanno bella la casa. Linee, forme geometriche o volute, Pietro Lo Verso le realizza su sottile carta velina per essere poi trasferiti sui tessuti con una tecnica molto particolare. E i segni diventano ricami.  Capolavori di una tradizione artigianale che resiste con al tempo.

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Via Vittorio Emanuele, 324, Palermo, PA, Italia 91.27 km

Arredi e mobili d’epoca nella sede nata nell’Ottocento

 Tante le famiglie di ottici a Palermo, pochi hanno mantenuto la vecchia sede. Ognibene è uno di questi. A dimostrare la “storicità” dell’attività c’è un attestato di benemerenza che Giuseppe Ognibene ha ricevuto a Firenze in occasione del primo centenario dell’attività di ottico che fu iniziata dal nonno nel 1877. Oggi l’attività è arrivata alla quinta generazione, curata dal figlio di Giuseppe, Pierluca, e dalla moglie, ma nel piccolo negozio al Cassaro pezzi degli arredi e mobili d’epoca riportano a un nobile passato: dalla cassettiera in legno al mobile porta lenti che si scorge in vetrina, con su incise le iniziali del proprietario originario, che si chiamava anche lui Giuseppe Ognibene. Quando si entra, ci si poggia su un banco antico in legno, con il vetro a vista, dove si intravedono occhiali antichi, monocoli, strumenti ottici di precisione e antichi binocoli. Tutto targato fine ‘800-inizi ‘900.

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Piazza Cassa di Risparmio, Palermo, PA, Italia 91.29 km

Confetti da sessant’anni. E ora anche arte contemporanea

È il 1946 quando Giuseppe Veniero intraprende con entusiasmo la produzione e la vendita di confetti, arte antica ma nuova per Palermo. Da sessant’anni con le sue delizie accompagna i momenti salienti della vita: dal battesimo alla lauree, dai matrimoni alle nozze d’oro. Nel tempo il tradizionale sacchetto di tulle viene sostituito da confezioni in cui i materiali impiegati sono sete pregiate, lini, pizzi e canape colorate. E al tradizionale confetto di mandorla si accostano adesso quelli al cioccolato, ma pure i pistacchi e le nocciola ricoperte, o i prelibati bon bon con mandorla, martorana e cioccolato. Il negozio è stato profondamente rinnovato ma mantiene lo spirito di un tempo. L’azienda è familiare: al capostipite si accosta il figlio Luigi e, adesso, anche il nipote Giuseppe. Al numero 22 della stessa Piazza, è aperto anche uno spazio polifunzionale dedicato alle arti contemporanee.

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Via Alessandro Paternostro, 58, Palermo, PA, Italia 91.29 km

Dove Ruggiero Settimo e Garibaldi celebrarono le proprie vittorie

Nacque nel 1834 là dove c’era la cappella dei principi di Cattolica, nel settecentesco Palazzo dell’omonimo nome. Il fondatore Antonio Alaimo, cuoco di Palazzo, ebbe come saldo delle sue spettanze questi locali. La focacceria si affermò subito come il primo locale pubblico dove potere consumare piatti tipicamente palermitani, a partire dal pane con la milza. Nel 1848, quando venne proclamato il primo Parlamento siciliano, Ruggiero Settimo, neo eletto capo del governo, festeggiò qui. Vi trovarono ristoro Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille. Ma tra gli ospiti ci sono stati anche Pirandello, Crispi, i reali di Spagna e di Belgio. Tra il 1898 e il 1900 Salvatore Alaimo, erede del fondatore, operò il primo restauro commissionando alla Fonderia Orotea i tavoli in ghisa, le vetrate e la cucina economica e alla falegnameria Ducrot alcuni mobili in legno e le panche ancora in uso. Così, nel 1902, la Focacceria divenne “antica”.

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Via Vittorio Emanuele, 293, Palermo, PA, Italia 91.32 km

Abiti talari, offertori, rosari Da un secolo tutto per il clero

La ditta Pantaleone nasce nel 1905, anno in cui Giuseppe, il suo fondatore, sarto ecclesiastico itinerante, originario di Villalba, decide di smettere di attraversare la Sicilia per soddisfare le esigenze del clero e di aprire il primo punto vendita.  È solo nel 1919 che il sarto nisseno si trasferisce a Palermo con la famiglia, e, proprio nel palazzo nobiliare in cui va a vivere – racconta il nipote Domenico, oggi gestore dell’azienda – crea la propria bottega. Il 1938 è un anno di svolta perché Giuseppe lascia l’attività di sarto per dedicarsi alla vendita, aprendo la nuova sede in corso Vittorio Emanuele, ampliando la gamma di articoli in vendita, da quel momento inclusiva di oggetti di arredamento sacro, quali statue, brocche, rosari e piatti offertoriali.  Nel corso degli ultimi venti anni l’impresa è diventata un riferimento per il clero, con commesse in tutta Europa, a Sidney, a New York.

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Via Alessandro Paternostro, 75, Palermo, PA, Italia 91.33 km

Le vecchie carte dei mercati diventano quaderni preziosi

Far diventare prezioso ciò che la gente normalmente getta via: è questa una delle caratteristiche delle Edizioni Precarie di Carmela Dacchille e Giulia Basile. Le diverse carte alimentari che nei mercati di Palermo servono per avvolgere il cibo – pesce, carne, verdura – diventano così taccuini, carte da lettera, cartoline: un materiale “usa e getta” si trasforma un raffinato oggetto artigianale ideale per avvolgere i pensieri di chi lo possiede. Un progetto di design artigianale e grafica, nato dall’amore per Palermo e per i suoi mercati storici, che è in continua evoluzione perché si nutre dello scambio e della sinergia con altri artisti. Nel loro Spazio Precario, infatti, le due creative ospitano anche progetti altrui: grafici, designer, e fotografi che con i loro lavori danno avvio a nuovi racconti. Quasi ogni mese si tengono workshop legati alle arti grafiche e alle tecniche pittoriche sperimentali.

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Via Alessandro Paternostro, 81, Palermo, PA, Italia 91.34 km

Raku, oggetti di design, taccuini di quattro amici art-designer

Dal comune progetto artistico di quattro amici, nel 2012, nasce Craclè.“Craclè” altro non è che la frattura che caratterizza tutti i vasi in argilla realizzati secondo la tecnica giapponese della ceramica Raku, di cui Giulia Agnello e Davide Calafato sono gli artigiani. Ma qui sono ospitate anche le creazioni di Maria Angela Ignoti, già artigiana per Taliami e MixTURe, imprese culturali per la produzione di borse e accessori di design fatti a mano, e i taccuini della grafica e fotografa Gae Milazzo, le cui illustrazioni sono riprodotte utilizzando particolari utensili del Novecento. Ciò che accomuna questi quattro art-designer è da una parte la volontà di creare dei progetti unici, che siano frutto di una precisa scelta culturale ed estetica, e dall’altra l’attenzione ai materiali, tutti tratti da elementi naturali: l’argilla, la carta, la stoffa.

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