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Informazioni Utili


Apertura

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Indirizzo

15 Via della Vetriera

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Note

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Abstract


Quel magico spicchio di cielo al centro della Kalsa

Il fascino della chiesa a cielo aperto cattura chiunque. Lo Spasimo è il simbolo del centro storico ritrovato. I lavori di costruzione iniziarono nel 1509 a opera dei monaci olivetani: il complesso però non venne mai completato in quanto, nel 1536, l’aggravata minaccia dell’armata turca indusse il vicerè di Sicilia don Ferrante Gonzaga a costruire un baluardo a ridosso della chiesa e del convento. Nel 1520 si arricchì di un capolavoro: lo “Spasimo di Sicilia” di Raffaello, ora esposto al Prado di Madrid, protagonista di un celebre giallo storico. Nel 1582 la chiesa venne adibita a spettacoli, ma nel secolo successivo divenne lazzeretto durante l’epidemia di peste. A metà del Settecento crollò la volta della navata centrale, che non verrà mai più ricostruita.

 

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Via IV Aprile, 7, Palermo, PA, Italia 0.26 km

Torte, cioccolata e golosità dove ci si sente a casa

Un luogo in cui sostare e riprendere possesso del proprio tempo: è questa l’idea che anima la cioccolateria di Enzo Di Michele e di sua moglie Roberta Milazzo, tra lo Steri e la chiesa della Gancia. Una “cioccolateria fatta a mano”, sotto ogni aspetto. Nel laboratorio Roberta prepara le torte, i biscotti e i dolci esattamente come farebbe nella sua cucina, gli ingredienti e le ricette sono quelli genuini delle torte casalinghe. In sala Enzo – un passato da attore nella compagnia di Emma Dante – accoglie i clienti suggerendogli un senso di rilassatezza e ironia. Il nome della cioccolateria è quello del loro bambino. Dal banco dei cioccolatini alle teiere dal gusto retrò, dalla musica scelta sempre con cura fino al delizioso spazio esterno realizzato con la tecnica del riuso creativo nell’intercapedine tra due palazzi. Un posto perfetto per una storia d’amore.

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Vicolo San Carlo, 4, Palermo, PA, Italia 0.29 km

Cuoio e acquarelli per adulti sognatori

Grembiule da lavoro e ditali in cuoio compongono la divisa di Alessio Colli, statistico con la passione per l’artigianato che divide con gli acquerelli di Rosa Lombardo quest’oasi di luce in centro storico. “Di matematica e geometrie ce ne sono parecchie anche nel cuoio”, dice. Cilindri, custodie per strumenti musicali, scatole, cartelle, mensole, porta pc, astucci, porta tabacco e cinture sono gli oggetti realizzati e tra i più richiesti. Accanto, gli acquarelli di Rosa campeggiano su carta e tessuti con il marchio “Larotellina”. Architetto con la passione per la pittura, Rosa Lombardo alle spalle ha un’esperienza da grafico pubblicitario e una collaborazione con una grande azienda di ricami. I colori del Mediterraneo sono la sua fonte di ispirazione, ma la sua musa è una Palermo che sembra raccontata da Gianni Rodari: barche in cielo, pesci volanti, grandi balene. Per adulti sognatori.

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Via Lincoln, 1, Palermo, PA, Italia 0.3 km

Il giardino per la moglie del vicerè

Allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono Villa Giulia un luogo carico di bellezza e mistero. Costruita tra il 1775 e il 1777 per volere del pretore Antonio La Grua in onore della moglie dell’allora vicerè Marcantonio Colonna, è il primo giardino pubblico a Palermo, il terzo in Europa.
Questo giardino, nonostante le trasformazioni che ha subito nel corso dei secoli, caratterizza ancora oggi una zona al limite con l’antico perimetro delle mura, a due passi dal mare e da un altro polmone verde della città, l’Orto Botanico. Dal piano generale della Villa alle singole statue che la popolano, niente è lasciato al caso, ma tutto è frutto di precise scelte che fanno di questo giardino un vero e proprio microcosmo.

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Via Torremuzza, 4, Palermo, PA, Italia 0.32 km

Quando il ricamo è un’arte per la biancheria da letto o da tavola

 Dice che basta una matita. È modesto Pietro Lo Verso. Crea disegni per ricami da quanto era ragazzino. Nel 1975 entrò da apprendista nel laboratorio di Giuseppe Ippolito in via Torremuzza 4, nel quartiere della Kalsa. La piccola bottega esiste dagli anni Quaranta. Non tutti sanno che solo da un bel disegno può nascere un bel ricamo. E per questo ci vuole abilità, estro e senso delle proporzioni. Pietro Lo Verso li possiede tutti, se è vero che vengono da mezza Sicilia per affidarsi alla sua professionalità. Donne che ancora apprezzano la bellezza della biancheria da letto o da tavola ricamata a mano. Complementi d’arredo che fanno bella la casa. Linee, forme geometriche o volute, Pietro Lo Verso le realizza su sottile carta velina per essere poi trasferiti sui tessuti con una tecnica molto particolare. E i segni diventano ricami.  Capolavori di una tradizione artigianale che resiste con al tempo.

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Via Lungarini, 23, Palermo, PA, Italia 0.34 km

L’architetto-designer con la passione dell’oreficeria

Vitalba Canino è architetto e designer di gioielli. Progetta e realizza oggetti unici e lontani dai cliché della gioielleria tradizionale. Una passione esplosa subito dopo la laurea in Architettura e dopo numerose esperienze oltre lo Stretto. Nel 2007 ha cominciato a dedicarsi all’assemblaggio di pietre dure e catene e ha seguito corsi di “smalti a fuoco” alla Scuola orafa ambrosiana di Milano. Lavora principalmente l’argento, ma anche l’ottone bagno oro e talvolta l’oro, realizzando gioielli spesso geometrici e non convenzionali, le cui fonti d’ispirazione sono svariate, principalmente tratte dalla natura ma anche dallo studio di gioielli prodotti da antiche civiltà a partire da quelli etruschi. Da qualche tempo si è inoltre dedicata anche alla produzione di borse, stole, cappelli e accessori, che disegna personalmente e fa realizzare da artigiani locali.

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Foro Italico Umberto I, 1, Palermo, PA, Italia 0.34 km

Qui nacque il “giardinetto” per festeggiare Garibaldi

Era una delle più famose sorbetterie dell’Ottocento, quando il Foro Italico era popolato di carrozze e di signore con le trine e l’ombrellino da sole, quando il mare era ancora vicino alla riva e i bambini del popolo facevano il bagno lì. Fu fondato da Giuseppe Cacciatore, personaggio mitico che le foto ritraggono con baffi spioventi, nel 1860, per festeggiare l’entrata di Garibaldi. Poco dopo inventò un gelato rosso, verde e bianco (fragola, pistacchio e cedro), l’antesignano dell’attuale “giardinetto”. Crispi era un frequentatore abituale. Franca Florio amava il sorbetto alla fragola e Vittorio Emanuele Orlando il gelato di caffè imbottito con la panna. Allora l’attività prendeva il nome del suo titolare, “Giuseppe Cacciatore gelatiere”. Tra i suoi dodici commessi c’era il dodicenne Giovanni Ilardo che, alla sua morte, divenne titolare della sorbetteria e diede il suo nome al locale storico.

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Via Giuseppe Garibaldi, 41, Palermo, PA, Italia 0.36 km

Qui nacque l’elisir per l’acqua e “zammù”

Un quadernetto con la copertina nera di dieci centimetri per quindici, conservato in cassaforte, custodisce dal 1813 la ricetta segreta con cui i fratelli Tutone preparano lo zammù, forse già inventato dagli arabi, capace di trasformare un bicchiere d’acqua in una bevanda dissetante e gustosa: si tratta di una versione nuova e “unica” (da qui l’appellativo “unico” sull’etichetta) creata utilizzando l’anetolo che si vendeva in farmacia, cioè l’olio essenziale che si ricava dai semi dell’anice stellato. La storia comincia in un chiosco in piazza Fieravecchia, poi chiamata piazza Rivoluzione, dove si vendevano bevande e tabacchi. Molti gli aristocratici diretti al Teatro Santa Cecilia che si fermavano in carrozza a dissetarsi. Adesso che la produzione è su scala industriale, è rimasta la sede di Palazzo Ajutamicristo, acquistata nel 1948 a pochi passi dal vecchio chiosco, a ricordare le origini.

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Via Aragona, 4, Palermo, PA, Italia 0.38 km

Sete, paglia, legno, cuoio come in una soffitta segreta

La putìa delle sorelle Bellomo sembra una soffitta segreta dove andare a caccia di tesori, in una dimensione sospesa tra presente e passato. Tra specchi, armadi della nonna e mobili d’epoca campeggiano tantissimi articoli che cambiano a seconda delle stagioni, borse di lino, caftani di seta o cachemire,  tessuti damascati, uova di Pasqua o palle di Natale in tela decorata, barattoli di vetro pieni zeppi di bottoni e passamanerie, “coffe” di paglia, collane e orecchini con teste di Moro o ruote di carretti siciliani. La passione per l’ago e il filo l’hanno trasmessa i nonni materni: lei modista, lui fabbricava paralumi dietro il palazzo delle Poste centrali.  Lana, ricami, sete, paglia, legno e cuoio i materiali usati, e se avete il pollice nero, non disperate: i perfetti cactus in maglia in veri vasi di terracotta, pezzo forte delle sorelle Bellomo, ingannerebbero chiunque.

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Piazza Rivoluzione, 10-11, Palermo, PA, Italia 0.39 km

Lo storico calzolaio dove adesso si mangia la pizza

Il negozio è un gioiellino intatto, trasformato in pizzeria e hamburgheria nel rispetto dell’insegna e degli scaffali originali. Il fondatore, Francesco Grillo arriva da Ventimiglia nel pieno della guerra, quando le scarpe sono un bene prezioso. Lui non fa il calzolaio, ma vende articoli ai calzolai della città: ci sono i “tacci” per salvaguardare le scarpe dei contadini, e i “ferretti” per far durare più a lungo le punte di quelle dei cittadini. Alle calzature dei bambini, poi, via via che il piede cresceva, si tagliava la punta e si rifaceva la suola: i mocassini chiusi diventavano sandali. Grillo, abile artigiano, aveva soltanto la terza elementare, ma era un personaggio geniale e con le mani d’oro, interpellato perfino dal Comune di Ventimiglia per la redazione dei disegni del piano regolatore. L’insegna e gli scaffali del negozio sono opera sua. Al fondatore successe il genero, Filippo Modica. Di recente la trasformazione in luogo del food.

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Piazza Aragona, 19, Palermo, PA, Italia 0.39 km

Metalli lavorati a sbalzo e ispirati al Mediterraneo

Le loro creazioni partono da metalli non di pregio come ottone, rame, alluminio, alpacca e argento ma nelle mani della artigiane orafe Valeria Arena e Simona Giorlando diventano gioielli preziosi. Insimulab è il loro laboratorio, inondato dalla luce e dalla purezza delle linee, essenziali come gli arredi. Tutto dentro si ispira al Mediterraneo, dai colori alle forme, alle materie prime. Un passato al lavoro tra le botteghe artigiane di Arezzo per Valeria, studi di Agraria per Simona. Entrambe in comune hanno la scelta di voler restare in Sicilia, “nonostante la fatica”. La loro clientela è composta da residenti e stranieri che apprezzano le loro lavorazioni a sbalzo, incisione e cera persa. Su un banco di legno zincato lavorano a creazioni in metallo e pietre dure, a fianco ospitano le creazioni di Craclè e a rotazione quelle di altri artigiani della rete Alab.

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Via Alessandro Paternostro, 11/13, Palermo, PA, Italia 0.39 km

Un angolo di Belle Epoque progettato da Ernesto Basile

Nascosto nel cuore del centro storico, a due passi dall’Antica Focacceria San Francesco,  in via Alessandro Paternostro, sorge, dal 1902, la gioielleria Sutera. Il locale, progettato da Ernesto Basile, per più di un secolo, ha mantenuto la struttura e l’arredamento originario, essendo vincolato come bene storico. Affiancato dalle facciate dei palazzi nobiliari, conta tredici vetrine su via Paternostro, con la facciata e l’insegna nel classico stile verde brillante e oro. Qui  gravitava il bel mondo e ancora i “ruggenti anni Venti” si trovano nello stile della cassaforte e negli arredi. Qui si veniva per la perfezione degli orologi di tradizione tedesca e le creazioni di oreficeria della casa. Nel laboratorio si lavora su oro bianco e giallo, pietre preziose e dure. A gestire l’attività è oggi Alfredo Ragonese, nipote per parte di madre di Alfredo Sutera.

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Piazza Aragona, 13, Palermo, PA, Italia 0.41 km

Laboratorio e centro espositivo Ogni visita è una sorpresa

E un luogo fuori da ogni schema, un po’ laboratorio, un po’ centro espositivo, con borse, lampade, cuscini, fotografie, collane. Di sicuro questo laboratorio di design è una fabbrica creativa, una fucina di progetti dove trovare pezzi già pronti o dove commissionare pezzi unici. Ospiti fissi sono Junkle di Ilaria Sposito e Amvisual di Antonio Massara: il connubio tra un’artigiana del riuso che reinventa continuamente forme con i materiali che le capitano tra le mani e un fotografo (analogico) e scrittore alla ricerca di storie nei dintorni. Un laboratorio in continua trasformazione, dove ogni visita non è mai uguale alle precedenti: dagli oggetti ai racconti fotografici, dagli accessori per donna alle sedute e alle lampade in vela riciclata, ma ci sono anche i monili di Elena, di Moma e Azelia Elia. Tutti figli di passione e curiosità.

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Piazza Croce dei Vespri, 8, Palermo, PA, Italia 0.43 km

Lini, tovaglie, lenzuola tra affreschi e oggetti d’arte

In piazza Croce dei Vespri, nel cuore del mercato arabo dei Lattarini, dove nel 1282 avvenne la rivolta contro gli Angioini, Salvatore Parlato inizia la sua attività a metà Ottocento. La storica Ditta Salvatore Parlato, attiva da ben cinque generazioni, e adesso guidata da Arturo Parlato, ha sede dal 1902 a Palazzo Campofranco. La famiglia Parlato ha dedicato la sua attenzione a questo negozio di rara bellezza, con soffitti affrescati e lampadari di vetro di Murano a tema floreale che vennero acquistati da Francesco Parlato, appassionato d’arte e collezionista, uomo sensibile e attento che ha trasmesso questa passione per la creatività e l’arte ai due figli, Arturo e Andrea. È un’attività storica tra le più antiche della città, dove poter acquistare tovaglie e lini, trapunte e intimo, tra scaffali in metallo e legno che si trovano in un ambiente che è più simile a un museo che a un negozio.

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Via Calascibetta, 9, Palermo, PA, Italia 0.47 km

Cuciture e pellami pregiati, qui si respira la tradizione

“Un viaggiatore si conosce da ciò che porta nella sua borsa”: è questo il motto della bottega creativa di Laura D’Orso e Francesco Pellegrino, artigiani che nel cuore del centro storico di Palermo hanno creato la “Borsa del pellegrino”, giocando col cognome di Francesco. I due artigiani amano pensare alle borse come a delle compagne di vita e di viaggio, inseparabili contenitori dell’universo personale, dalle forme essenziali, pensate per una persona pratica e curiosa e sempre in cammino. La coppia di giovani creativi, attenta alla materia prima, si è avvicinata anche al mondo della concia vegetale con tannini naturali. La loro filosofia di recupero della tradizione traspare anche dalla bottega che conserva ancora l’antica insegna storica del precedente negozio di cordami e tessuti, Ciriminna, e l’originale basolato che era coperto dalla moquette.

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Via Alessandro Paternostro, 58, Palermo, PA, Italia 0.48 km

Dove Ruggiero Settimo e Garibaldi celebrarono le proprie vittorie

Nacque nel 1834 là dove c’era la cappella dei principi di Cattolica, nel settecentesco Palazzo dell’omonimo nome. Il fondatore Antonio Alaimo, cuoco di Palazzo, ebbe come saldo delle sue spettanze questi locali. La focacceria si affermò subito come il primo locale pubblico dove potere consumare piatti tipicamente palermitani, a partire dal pane con la milza. Nel 1848, quando venne proclamato il primo Parlamento siciliano, Ruggiero Settimo, neo eletto capo del governo, festeggiò qui. Vi trovarono ristoro Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille. Ma tra gli ospiti ci sono stati anche Pirandello, Crispi, i reali di Spagna e di Belgio. Tra il 1898 e il 1900 Salvatore Alaimo, erede del fondatore, operò il primo restauro commissionando alla Fonderia Orotea i tavoli in ghisa, le vetrate e la cucina economica e alla falegnameria Ducrot alcuni mobili in legno e le panche ancora in uso. Così, nel 1902, la Focacceria divenne “antica”.

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Via Alessandro Paternostro, 75, Palermo, PA, Italia 0.5 km

Le vecchie carte dei mercati diventano quaderni preziosi

Far diventare prezioso ciò che la gente normalmente getta via: è questa una delle caratteristiche delle Edizioni Precarie di Carmela Dacchille e Giulia Basile. Le diverse carte alimentari che nei mercati di Palermo servono per avvolgere il cibo – pesce, carne, verdura – diventano così taccuini, carte da lettera, cartoline: un materiale “usa e getta” si trasforma un raffinato oggetto artigianale ideale per avvolgere i pensieri di chi lo possiede. Un progetto di design artigianale e grafica, nato dall’amore per Palermo e per i suoi mercati storici, che è in continua evoluzione perché si nutre dello scambio e della sinergia con altri artisti. Nel loro Spazio Precario, infatti, le due creative ospitano anche progetti altrui: grafici, designer, e fotografi che con i loro lavori danno avvio a nuovi racconti. Quasi ogni mese si tengono workshop legati alle arti grafiche e alle tecniche pittoriche sperimentali.

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Piazza Sant'Anna, 3, Palermo, PA, Italia 0.5 km

Falegnameria e arte per arredi in legno serigrafati

Palazzo Campofiorito è una piazza in miniatura: oltre la sua soglia, come tanti piccoli segreti, si incontrano interessanti realtà creative. L’ultimo in ordine di apertura è Crossing Over Design, un laboratorio artigianale innovativo dove si realizzano arredi in legno serigrafati. La tipica bottega si sdoppia in due: un laboratorio di falegnameria e un laboratorio di progettazione grafica e stampa artistica consentono di realizzare mobili personalizzati e servizi di co-produzione e co-design. Nel laboratorio di falegnameria si trovano tutti gli strumenti -manuali e non- per realizzare manufatti in legno come elementi d’arredo e strutture per allestimenti o scenografie. Quello di progettazione grafica e stampa artistica si suddivide in più aree: dalla zona riunione, allo spazio di progettazione, fino a quello con gli strumenti necessari per realizzare le diverse tecniche di stampa.

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Piazza Sant'Anna, 3, Palermo, PA, Italia 0.5 km

Il “salotto” di designer e artisti nell’atrio della dimora storica

“Un luogo per curiosi”: così definiscono il loro studio con spazio espositivo Federica Tutino e Bruna Cattano, architette di formazione e artigiane per passione. L’hanno aperto nel 2016 e subito è diventato un punto di incontro per designer e artisti che nello spazio, oltre l’atrio di palazzo Campofiorito, espongono i loro prodotti e tengono workshop. In esposizione anche i lavori di entrambe, architetti e designer. Tutino, con il brand Tuti, realizza elementi di arredo e design ispirandosi alla natura. Cattano, con Rizma, lavora su tessuti e carte utilizzando diversi metodi di stampa, dal block printing tramite matrici intagliate, alla serigrafia. All’interno ci si muove come in un giardino sospeso nel tempo, tra borse riciclate, stampe, tessili e  tavolini in legno e ferro. “La natura è una forma d’arte superiore”, dice Federica, che realizza anche oggetti in resina su misura.

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Via Calascibetta, 24, Palermo, PA, Italia 0.51 km

L’artigiano delle pelli che lavora con 82 colori

La storia della cuoieria Vallone affonda le proprie radici nel 1938, anno in cui Giovanni Vallone, nonno dell’omonimo attuale proprietario, apre un negozio di vendita all’ingrosso di cuoio e di pelli che rifornisse gli artigiani della Sicilia occidentale per la produzione di calzature per la campagna. Nel corso della seconda metà del XX secolo, poi, l’attività amplia sempre più la gamma dei suoi clienti, rifornendo fabbriche di calzature e ortopedie con materiali selezionati sulla base della provenienza delle pelli (Veneto e Toscana). Il nipote del Vallone fondatore, Giovanni crea nel 2000 un laboratorio dove oggi si avvale della maestria di Francesca Zanca, che lui stesso definisce una “chimica”, per la sua abilità nel mescolare gli ottantadue tipi di colori differenti di cui la bottega dispone e nel saper adattare a ogni concia il prodotto chimico che le si addice.

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Via Alessandro Paternostro, 81, Palermo, PA, Italia 0.51 km

Raku, oggetti di design, taccuini di quattro amici art-designer

Dal comune progetto artistico di quattro amici, nel 2012, nasce Craclè.“Craclè” altro non è che la frattura che caratterizza tutti i vasi in argilla realizzati secondo la tecnica giapponese della ceramica Raku, di cui Giulia Agnello e Davide Calafato sono gli artigiani. Ma qui sono ospitate anche le creazioni di Maria Angela Ignoti, già artigiana per Taliami e MixTURe, imprese culturali per la produzione di borse e accessori di design fatti a mano, e i taccuini della grafica e fotografa Gae Milazzo, le cui illustrazioni sono riprodotte utilizzando particolari utensili del Novecento. Ciò che accomuna questi quattro art-designer è da una parte la volontà di creare dei progetti unici, che siano frutto di una precisa scelta culturale ed estetica, e dall’altra l’attenzione ai materiali, tutti tratti da elementi naturali: l’argilla, la carta, la stoffa.

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