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Via Albergheria, 87, Palermo, PA, Italia

Dove l’artigiano-alchimista inventò le delizie alla carruba

Caramellai da cinque generazioni. Sono i Terranova, con il laboratorio a due passi dal mercato di Ballarò. Era il 1890 quando il fondatore, Antonio, mise a punto la formula delle caramelle, sfruttando una ricetta a base di carruba, impiegata tradizionalmene come balsamo per alcune affezioni. Fu così che nacquero le caramelle alla carruba, dalla caratteristica forma quadrata e con la confezione singola di carta. Casa e bottega. L’azienda è tutta a conduzione familiare. C’è Antonio Terranova, padre di Giacomo, che insieme al fratello Maurizio e al cognato Paolo portano avanti l’azienda di famiglia. La ricetta delle caramelle è segreta, si sa solo che sono fatte di zucchero, sciroppo di glucosio e aroma di carruba. Il vanto dei caramellai Terranova è di vedere il proprio prodotto in farmacia. Con cinquanta chili di pasta si fanno 12.500 caramelle.

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Piazza Rivoluzione, 10-11, Palermo, PA, Italia

Lo storico calzolaio dove adesso si mangia la pizza

Il negozio è un gioiellino intatto, trasformato in pizzeria e hamburgheria nel rispetto dell’insegna e degli scaffali originali. Il fondatore, Francesco Grillo arriva da Ventimiglia nel pieno della guerra, quando le scarpe sono un bene prezioso. Lui non fa il calzolaio, ma vende articoli ai calzolai della città: ci sono i “tacci” per salvaguardare le scarpe dei contadini, e i “ferretti” per far durare più a lungo le punte di quelle dei cittadini. Alle calzature dei bambini, poi, via via che il piede cresceva, si tagliava la punta e si rifaceva la suola: i mocassini chiusi diventavano sandali. Grillo, abile artigiano, aveva soltanto la terza elementare, ma era un personaggio geniale e con le mani d’oro, interpellato perfino dal Comune di Ventimiglia per la redazione dei disegni del piano regolatore. L’insegna e gli scaffali del negozio sono opera sua. Al fondatore successe il genero, Filippo Modica. Di recente la trasformazione in luogo del food.

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Via dei Quartieri, 6, Palermo, PA, Italia

Il locale del buon formaggio nella vecchia borgata

Fuori dal centro, nella borgata di San Lorenzo, in una vecchia palazzina che ancora testimonia l’aspetto del vecchio quartiere prima dell’avanzata del cemento, dal 1926 è un riferimento per i buongustai, con formaggi e salumi di qualità, specialità e sfizi. A iniziare l’attività, con lo spirito del pioniere,  è stato Salvatore Armetta detto Totò, a farne un riconosciuto tempio dei golosi il figlio Angelo, che ha puntato sulla sempre crescente attenzione per i prodotti di qualità e di nicchia. Così, nel 2001, 2003 e 2005, in occasione della Biennale di Bra, gli è stato conferito il massimo riconoscimento – quale ricercatore e conoscitore del settore – con l’attribuzione al negozio del titolo di “locale del buon formaggio”. Dal 1998 è gourmet europeo, dal 2000 è specializzato in banqueting, per la divulgazione della cultura siciliana a tavola.

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Via Torremuzza, 4, Palermo, PA, Italia

Quando il ricamo è un’arte per la biancheria da letto o da tavola

 Dice che basta una matita. È modesto Pietro Lo Verso. Crea disegni per ricami da quanto era ragazzino. Nel 1975 entrò da apprendista nel laboratorio di Giuseppe Ippolito in via Torremuzza 4, nel quartiere della Kalsa. La piccola bottega esiste dagli anni Quaranta. Non tutti sanno che solo da un bel disegno può nascere un bel ricamo. E per questo ci vuole abilità, estro e senso delle proporzioni. Pietro Lo Verso li possiede tutti, se è vero che vengono da mezza Sicilia per affidarsi alla sua professionalità. Donne che ancora apprezzano la bellezza della biancheria da letto o da tavola ricamata a mano. Complementi d’arredo che fanno bella la casa. Linee, forme geometriche o volute, Pietro Lo Verso le realizza su sottile carta velina per essere poi trasferiti sui tessuti con una tecnica molto particolare. E i segni diventano ricami.  Capolavori di una tradizione artigianale che resiste con al tempo.

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Via Calascibetta, 9, Palermo, PA, Italia

Cuciture e pellami pregiati, qui si respira la tradizione

“Un viaggiatore si conosce da ciò che porta nella sua borsa”: è questo il motto della bottega creativa di Laura D’Orso e Francesco Pellegrino, artigiani che nel cuore del centro storico di Palermo hanno creato la “Borsa del pellegrino”, giocando col cognome di Francesco. I due artigiani amano pensare alle borse come a delle compagne di vita e di viaggio, inseparabili contenitori dell’universo personale, dalle forme essenziali, pensate per una persona pratica e curiosa e sempre in cammino. La coppia di giovani creativi, attenta alla materia prima, si è avvicinata anche al mondo della concia vegetale con tannini naturali. La loro filosofia di recupero della tradizione traspare anche dalla bottega che conserva ancora l’antica insegna storica del precedente negozio di cordami e tessuti, Ciriminna, e l’originale basolato che era coperto dalla moquette.

Piazza Zisa, Palermo, PA, Italia

Dove i re normanni si sollazzavano d’estate

Questo è il luogo, per eccellenza, dove i potenti e illuminati re normanni si rifugiavano nel periodo della calura estiva, tra riposo e sollazzi. Voluto da Guglielmo I e poi completato da Guglielmo II, ricadeva all’interno del parco reale, il “Genoardo”, che si estendeva a perdita d’occhio. Il giardino era un’oasi con alberi, piante, fiori, frutti, fontane zampillanti e animali esotici. La Zisa, come suggerisce l’etimologia araba, era proprio “la splendida”. Ancor oggi esercita un grande fascino. Dentro, occhio alle nicchie, alle semicupole con decorazioni “ad alveare” e alla canaletta sul pavimento dove un tempo scorreva l’acqua refrigerante. Tutto da visitare, ascoltando anche le accattivanti leggende. Fuori non c’è più il “Genoardo”, ma il parco è sempre un gradevole polmone verde.

 

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Via IV Aprile, 7, Palermo, PA, Italia

Torte, cioccolata e golosità dove ci si sente a casa

Un luogo in cui sostare e riprendere possesso del proprio tempo: è questa l’idea che anima la cioccolateria di Enzo Di Michele e di sua moglie Roberta Milazzo, tra lo Steri e la chiesa della Gancia. Una “cioccolateria fatta a mano”, sotto ogni aspetto. Nel laboratorio Roberta prepara le torte, i biscotti e i dolci esattamente come farebbe nella sua cucina, gli ingredienti e le ricette sono quelli genuini delle torte casalinghe. In sala Enzo – un passato da attore nella compagnia di Emma Dante – accoglie i clienti suggerendogli un senso di rilassatezza e ironia. Il nome della cioccolateria è quello del loro bambino. Dal banco dei cioccolatini alle teiere dal gusto retrò, dalla musica scelta sempre con cura fino al delizioso spazio esterno realizzato con la tecnica del riuso creativo nell’intercapedine tra due palazzi. Un posto perfetto per una storia d’amore.

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Corso Vittorio Emanuele, 453 Palermo, Italia

Divise, mostrine, cappelli dal 1930 a oggi

Luigi Romano, cavaliere dell’ordine di Malta, è titolare di una sartoria civile, militare e per donna, ubicata ai numeri civici 435 e 455 di corso Vittorio Emanuele. I due negozi, che comunicano internamente, hanno nascite diverse. L’attività iniziale di sartoria partì, infatti, dal civico 453 intorno al 1930: fondatore fu un sarto militare, tale Giovanni Lo Cascio, che – ritiratosi dal lavoro dopo lunghissima attività – vendette tutto al cavaliere Romano. Per quanto concerne la sartoria al civico 455, sin dagli anni Trenta era appartenuta al sarto civile e militare Serio, che vi aveva svolto a lungo l’attività di sarto militare. Morto Serio, la vedova Serio, nel 1953, ha concesso in affitto, alla moglie di Luigi Romano, il negozio, con tutta la sua dotazione di antiche vetrine. Così le due attività sono state unificate.

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Piazza Croce dei Vespri, 8, Palermo, PA, Italia

Lini, tovaglie, lenzuola tra affreschi e oggetti d’arte

In piazza Croce dei Vespri, nel cuore del mercato arabo dei Lattarini, dove nel 1282 avvenne la rivolta contro gli Angioini, Salvatore Parlato inizia la sua attività a metà Ottocento. La storica Ditta Salvatore Parlato, attiva da ben cinque generazioni, e adesso guidata da Arturo Parlato, ha sede dal 1902 a Palazzo Campofranco. La famiglia Parlato ha dedicato la sua attenzione a questo negozio di rara bellezza, con soffitti affrescati e lampadari di vetro di Murano a tema floreale che vennero acquistati da Francesco Parlato, appassionato d’arte e collezionista, uomo sensibile e attento che ha trasmesso questa passione per la creatività e l’arte ai due figli, Arturo e Andrea. È un’attività storica tra le più antiche della città, dove poter acquistare tovaglie e lini, trapunte e intimo, tra scaffali in metallo e legno che si trovano in un ambiente che è più simile a un museo che a un negozio.

Via Vittorio Emanuele, 231, Palermo, PA, Italia

La boutique vintage nella gioielleria citata pure da Pirandello

 Era una delle più antiche gioiellerie della città, citata pure da Pirandello ne Il berretto a sonagli. “Voglio che mi compriate una collana, Ciampa, una bella collana. Sapete come? A pendagli. Andate da Mercurio, il nostro gioielliere”, ordina Beatrice a Ciampa. Tutelato dalla Soprintendenza ai Beni culturali, conserva ancora gli arredi originali e le cassaforti dove venivano custoditi i gioielli. Oggi è un atelier del vintage dove abiti e oggetti fanno rivivere le stanze sulla strada e le due sale al piano di sopra.

Capi e accessori dalla fine dell’ 800 sino agli anni ’80, scelti uno ad uno, usciti da  prestigiose sartorie palermitane  (Casa Stassi e Giovanna Valenti) o da atelier di grandi stilisti uniti alla collezione di scarpe vintage nuove. Uno spazio ancora molto affascinante dove tutto sembra raccontare una storia.

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Via Maqueda, 92, Palermo, PA, Italia

L’artigiano-inventore nella caverna di Alì Babà

È una tale confusione di cose e d’avanzi di cose da scoraggiare chiunque volesse prendersi la briga di azzardare un inventario. “La caverna di Alì Babà”, nell’atrio di Palazzo Gravina di Rammacca (ex Filangeri di Santa Flavia), dal 1933, è piena di tutto: vetri, lampadari, oggetti d’altri tempi o un’introvabile resistenza per elettrodomestici. Solo il proprietario, Marcello Lampone, 71 anni, riesce a muoversi con agilità e a trovare ciò che cerca. Oltre a tagliare il vetro, Marcello “inventa”, anzi come lui stesso dice, fa “le cose più assurde e impensabili”: una sedia realizzata con collari per cani, due piccolissimi scaldabagni alti 45 centimetri capaci di riscaldare un litro d’acqua, un orologio che, senza lancette, indica ugualmente le ore e i minuti. Ma attenzione, vende o ripara soltanto a chi vuole lui. Se non gli sei simpatico, non c’è cifra che tenga.

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Via Alessandro Paternostro, 87, Palermo, PA, Italia

Il laboratorio dove si insegna l’arte della tessitura

Il primo telaio è stato un regalo dei suoi genitori per la laurea. Con l’intento di risvegliare e diffondere in Sicilia l’interesse per l’artigianato tessile, Giulietta Salmeri ha creato nel 2012 l’associazione Artes. L’accogliente laboratorio in via Alessandro Paternostro 87 è un miracolo di abitabilità. Nel centro storico della città, lì dove tante attività artigianali sono ritornate a vivere. In questa colorata bottega, Giulietta Salmeri insegna con passione a tante donne, anche immigrate, e qualche uomo a imparare a tessere trame di lana e di cotone. Un corso base per apprendere i fondamenti teorici del telaio a pettine liccio, lo studio dell’orditura e l’approccio con i tessuti più semplici per poi passare a un corso avanzato per imparare tecniche complesse. Nascono produzioni artigianali in tessuto, dai capi di abbigliamento a complementi di arredo per la casa.

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Via Vittorio Emanuele, 293, Palermo, PA, Italia

Abiti talari, offertori, rosari Da un secolo tutto per il clero

La ditta Pantaleone nasce nel 1905, anno in cui Giuseppe, il suo fondatore, sarto ecclesiastico itinerante, originario di Villalba, decide di smettere di attraversare la Sicilia per soddisfare le esigenze del clero e di aprire il primo punto vendita.  È solo nel 1919 che il sarto nisseno si trasferisce a Palermo con la famiglia, e, proprio nel palazzo nobiliare in cui va a vivere – racconta il nipote Domenico, oggi gestore dell’azienda – crea la propria bottega. Il 1938 è un anno di svolta perché Giuseppe lascia l’attività di sarto per dedicarsi alla vendita, aprendo la nuova sede in corso Vittorio Emanuele, ampliando la gamma di articoli in vendita, da quel momento inclusiva di oggetti di arredamento sacro, quali statue, brocche, rosari e piatti offertoriali.  Nel corso degli ultimi venti anni l’impresa è diventata un riferimento per il clero, con commesse in tutta Europa, a Sidney, a New York.

Piazza Carlo Maria Ventimiglia, Palermo, PA, Italia

Quel magico spicchio di cielo al centro della Kalsa

Il fascino della chiesa a cielo aperto cattura chiunque. Lo Spasimo è il simbolo del centro storico ritrovato. I lavori di costruzione iniziarono nel 1509 a opera dei monaci olivetani: il complesso però non venne mai completato in quanto, nel 1536, l’aggravata minaccia dell’armata turca indusse il vicerè di Sicilia don Ferrante Gonzaga a costruire un baluardo a ridosso della chiesa e del convento. Nel 1520 si arricchì di un capolavoro: lo “Spasimo di Sicilia” di Raffaello, ora esposto al Prado di Madrid, protagonista di un celebre giallo storico. Nel 1582 la chiesa venne adibita a spettacoli, ma nel secolo successivo divenne lazzeretto durante l’epidemia di peste. A metà del Settecento crollò la volta della navata centrale, che non verrà mai più ricostruita.

 

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Via Vittorio Emanuele, 120, Palermo, PA, Italia

Palazzi, porte, chiese – Ecco Palermo in miniatura

Una Palermo in miniatura realizzata con la consapevolezza dell’architetto, la manualità dell’artigiano e la passione di chi è innamorato della propria città. Nel suo laboratorio, Vincenzo Vizzari fonde da un quarto di secolo la conoscenza dell’architettura e del disegno a rilievo con l’abilità del ceramista per creare perfette miniature in terracotta monocromatica dei più celebri monumenti palermitani e di altre città della Sicilia. Ogni pezzo è unico, interamente lavorato e rifinito a mano. Nella piccola bottega – giusto lo spazio per il tavolo da lavoro, una sedia e pochi scaffali – esprime con maestria la sua visione di Palermo: bellissima e ricca di mistero. Colora solo le cupole rosse delle chiese arabo-normanne e il verde delle chiome di palme e ficus secolari. Ogni riproduzione bidimensionale in scala richiede dalle 15 alle 20 ore di lavoro e numerosi calchi.

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Piazza Boiardo Matteo Maria, 13, 90144 Palermo PA, Italia

Immagine sacre in cera, argento e corallo  Rivive la tradizione

Il Bambinello dormiente, il San Giorgio che trafigge il drago, la Santuzza Patrona di Palermo vengono rigorosamente scolpiti a mano e coreografati con coralli, argenti e pietre, rendendo unica ogni singola opera. Come gli antichi bambinai, Luigi Arini realizza presepi e immagini sacre in cera e decorazioni preziose, mettendo insieme tre antiche tradizioni siciliane: la ceroplastica, l’arte del corallo e degli argenti. Domus Artis è un’impresa familiare a due passi da Casa Professa e Ballarò, che perpetua le antiche tecniche seicentesche di cesellatura e lucidatura della cera. Nella realizzazione di ogni singola opera l’officina d’arte si attiene rigorosamente ai Canoni Tridentini, dove furono stabiliti materiali, colori e simbologia per l’iconografia religiosa cristiana. Ma Arini è capace di recuperare situazioni disperate, come quei bambinelli ridotti in mille pezzi, che con uso sapiente del calore possono tornare come nuovi.

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Piazza Beati Paoli, 6, Palermo, PA, Italia

La prima donna farmacista nel 1890, un pezzo di storia al Capo

La signorina Giuseppina Salem nel 1890 fu la prima donna a varcare la soglia della facoltà di Chimica e Farmacia. Per lei e per la sorella più piccola Vincenza, pioniera di Scienze naturali, il padre Carlo aprì una farmacia in piazza Beati Paoli, nel cuore del Capo, dove si mescevano e si vendevano preparati medicamentosi. Il fratello era il generale medico Alessandro Salem. Era il 1892. Poco tempo più tardi fu messa in vendita l’intera palazzina di fronte, dove attualmente si trova la farmacia: così nel 1899 al pian terreno Carlo Salem spostò l’attività, mentre ai piani superiori realizzò alcune abitazioni. Giuseppina, che si sposò poi con il professore Arnaldo Colonna, non ebbe figli. Nell’arco di un secolo si è trasformata in una moderna farmacia con tanti servizi dedicati alla salute. Alla guida dell’attività c’è oggi la giovane Roberta, figlia di Carlo e nipote di Alessandro.

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Via Dante Alighieri, 124, Palermo, PA, Italia

Tisane, “droghe”, spaccapietra Una storia lunga tre secoli 

Sulla targa di via Dante c’è scritto 1769. A quella data rimonta l’apertura della prima erboristeria dei D’Angelo. Con molta probabilità dev’essere proprio questo l’esercizio commerciale più antico di Palermo. Ma Giovanni D’Angelo precisa che la fondatrice fu la trisavola Dorotea Oliveri e che, solo dopo aver sposato un D’Angelo, il negozio prese il nome attuale. Vicino al Capo, miscelava con il bilancino le giuste quantità di “droghe”, dalla “spacca-pietra”, alla malva per curare le ostruzioni renali. Alle 7 l’erboristeria D’Angelo è già aperta. Nel laboratorio c’è un piccolo gioiello, il bancone miscelatore progettato da papà Giuseppe trent’anni fa. Da D’Angelo Serafino, nell’800 il testimone passa a Giovanni, nonno dell’attuale titolare.  Dello “spaccapietra” se ne vendono trenta boccali ogni giorno: è fatto di gramigna, fiore di ficodindia per curare la “renella”.

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Via Maqueda, 263, Palermo, PA, Italia

Vestiti, scarpe, borse Ecco il tempio del vintage

Oggetti, borse, vestiti, gioielli e accessori vintage abitano qui. Le grandi vetrine campeggiano su via Maqueda, lanciando un accattivante viaggio a spasso nel tempo, quando era ancora possibile rovistare in una soffitta e trovare un tesoro dimenticato. Perchè tra calzature antiche e moderne, o di modernariato, c’è il pezzo d’arredo o il gioco da tavola anni 70 che ha fatto la gioia di pomeriggi spensierati. I vestiti sono disposti in un caos armonioso tra lampade d’epoca, porcellane, scarpe, e di tutto un po’. Le scarpe sono tutte originali e non usate, scovate in depositi o in magazzini che custodiscono piccoli tesori, spesso anche di marce blasonate. L’importante è entrare senza guardare l’orologio. Per tornare bambini, o fare un viaggio nel passato, giocando con la moda.

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Via Calderai, 14, Palermo, PA, Italia

Gli stagnini che da 150 anni producono oggetti in rame

Via Calderai, nell’ex quartiere ebraico, è il luogo delle meraviglie metalliche in cui si può trovare un passa-pomodoro gigante e una tortiera nuziale, un pentolone per la milza e un fornello per le caldarroste, oggetti che in un modo o nell’altro si rincorrono alla memoria dei panormìti un po’ come delle icone. Da 150 anni, qui, ci sono i “ferrari” o stagnini Trapani. Un tempo era una squadra intera di quaranta operai che martellava, cesellava, tagliava. Oggi c’è Ezio Trapani con il figlio Francesco. Ha cominciato l’attività il bisnonno Francesco, poi è stata la volta del nonno Ignazio e del padre Salvatore. Per produrne una “quarara” di rame ci vuole una settimana di lavoro e costa 250 euro. Si comincia dal foglio di rame che va tagliato e poi messo al tornio, per finirlo con la stagnatura e i manici in ottone.

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